von der Leyen: ridurre il ruolo delle banche nazionali per il bene dell'euro

Per la presidente della Commissione serve una "sicurezza più europea" e quindi delegare poteri di controllo alle istituzioni sovranazionali

Ursula von der Leyen - © European Union 2019 - Source : EP

L'Unione bancaria europea deve essere completata e per farlo serve ridurre il ruolo delle banche nazionali per creare una sicurezza più europea, delegando poteri di controllo alle istituzioni sovranazionali. Ne è convinta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha spiegato la posizione dell'esecutivo comunitario intervenendo al Parlamento europeo a Strasburgo.

Vera Unione monetaria

"L'Euro è una valuta comune fondamentale come strumento di collaborazione ma dobbiamo creare i presupposti per una vera unione monetaria: dobbiamo completare l'unione dei capitali, le aziende, grandi e piccole, devono poter avere accesso al mercato dei capitali", ha detto von der Leyen. Per la presidente "l'unione bancaria deve diventare una realtà, in cui si riduce il ruolo delle banche nazionali per creare una sicurezza più europea. Non dobbiamo aspettare la prossima crisi per prendere misure urgenti in emergenza".

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Il backstop

Il tema dell'Unione bancaria si collega alla riforma del Mes in quanto fa parte dello stesso 'pacchetto' insieme al backstop, il meccanismo per la risoluzione delle crisi delle banche che consiste in un fondo partecipato dalle banche stesse che dovrebbe aiutare gli istituti a rischio, compresi quelli italiani, senza forti contraccolpi per i conti pubblici del Paese in cui si origina la crisi. La discussione però è aspinosa perché i Paesi più ricchi hanno paura che il fondo finisca per essere utilizzato soprattutto dalle banche dei Paesi meno 'rigorosi' come la Grecia e la stessa Italia, e per questo chiede garanzie più stringenti sia sulla tenuta dei conti pubblici, con i Titoli di Stato che sono considerati comunque asset potenzialmente a rischio, che sulla riduzione dei crediti deteriorati degli istituti finanziati, cioè quei debiti che sono più difficili da riscuotere e potrebbero rimanere insolventi e creare così perdite.

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