Sabato, 24 Luglio 2021
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Dieselgate, i cittadini truffati potranno fare causa alla Volkswagen in tutti gli Stati membri

La Corte Ue ha stabilito che un costruttore di automobili che abbia venduto veicoli "illecitamente manipolati" può essere portato in tribunale per un rimborso nel Paese in cui è avvenuto l'acquisto

Foto Ansa EPA/FOCKE STRANGMANN

Non importa in quale Paese sia avvenuto l'acquisto, tutti i cittadini che hanno comprato una delle auto il cui livello di emissioni erano state contraffatte durante lo scandalo del Dieselgate, potranno fare causa alla Volkswagen nel proprio Stato membri, e non necessariamente in Germania, dove ha sede la casa automobilistica.

La sentenza

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell'Ue, in una causa che ha visto contrapposte un'associazione austriaca di consumatori (Vki) e la multinazionale tedesca, ma che avrà effetto anche per casi simili. I giudici hanno deciso che un costruttore di automobili che abbia venduto veicoli "illecitamente manipolati" in altri Stati membri dell'Ue, diversi da quello in cui ha sede, può essere citato in giudizio nei Tribunali di quegli stessi Stati membri con il danno subito dall'acquirente si concretizza nel momento in cui acquista l'automobile per un prezzo superiore al suo valore reale. La Vki ha citato in giudizio il colosso di Wolfsburg a Klagenfurt, in Austria, chiedendo il risarcimento dei danni subiti da 574 consumatori austriaci che avevano acquistato auto, nuove o usate, equipaggiate con un motore Ea 189, prima che si sapesse, il 18 settembre 2015, che quei motori erano equipaggiati con un 'defeat device', un impianto illegale che consentiva di 'truccare' i dati relativi alle emissioni inquinanti, portando allo scandalo del Dieselgate.

I rimborsi

La Vki ha chiesto ai giudici di Klagenfurt di riconoscerle 3,6 milioni di euro di danni, per conto dei consumatori, e di dichiarare la casa tedesca responsabile di tutti i danni non ancora quantificabili o destinati a prodursi in futuro. Per la Vki, se i consumatori fossero stati a conoscenza della manipolazione, o non avrebbero comprato quelle auto oppure avrebbero ottenuto un prezzo inferiore del 30%. Essendo le auto difettose fin dall'inizio, il loro prezzo di acquisto e il loro valore erano nettamente inferiori al prezzo effettivamente pagato. La Volkswagen ha contestato la competenza dei giudici austriaci, che si sono rivolti alla Corte di Giustizia. In linea generale, nell'Ue sono competenti gli organi giurisdizionali dello Stato in cui il convenuto ha il proprio domicilio. Tuttavia, nelle cause civili viene attribuita dal diritto Ue una competenza speciale al Tribunale del luogo in cui si è concretizzato il danno e a quello del luogo in cui si è verificato l'evento "generatore" del danno medesimo.

Il luogo del danno

Per la Corte, il luogo dell'evento generatore, cioè l'installazione del defeat device, è la Germania, ma il luogo in cui il danno si è concretizzato è l'Austria, dove i veicoli sono stati comprati. Per i giudici, "il danno lamentato si è concretizzato solo al momento dell'acquisto dei veicoli, per un prezzo superiore al loro valore reale". Peraltro, osserva la Corte, il costruttore che venda veicoli in altri Stati membri "può ragionevolmente attendersi di essere citato" davanti ai Tribunali di questi stessi Stati.

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