"Volkswagen e Seat vendono auto con cinture di sicurezza difettose"

L'accusa dall'associazione di consumatori britannica Which?. Il problema era stato identificato già alcuni mesi fa portando al ritiro di 12mila Polo e migliaia di Ibiza e Arona per installare una soluzione temporanea

Foto Ansa EPA/CLEMENS BILAN

Volkswagen e Seat starebbero continuando a vendere modelli di automobili con un problema alle cinture di sicurezza, pur sapendo che questo difetto è presente. È l'accusa che arriva dall'associazione di consumatori britannici Which? che fa seguito a un'altra denuncia fatta alcuni mesi fa contro il gruppo VW che controlla entrambi i marchi.

A maggio la rivista finlandese Tekniikan Maailma aveva condotto alcuni test indipendenti che avevano rilevato che tutte e tre le cinture di sicurezza posteriori di Polo, Ibiza e Arona erano a rischio di rottura se utilizzate dopo una certa velocità. Dopo la segnalazione e ulteriori test Volkswagen Group aveva richiamato circa 12mila nuovi modelli si VW Polo e migliaia di Seat Ibiza e Arona per installare una soluzione temporanea. Ma Which? accusa l'azienda affermando che il problema è ancora esistente. "È scioccante che VW e Seat stiano vendendo migliaia di auto che sanno avere un serio problema di sicurezza e senza aver ancora trovato una soluzione adeguata”, ha affermato Alex Neill, amministratore delegato di Which?, secondo cui il gruppo “non dovrebbero assolutamente vendere questi veicoli potenzialmente pericolosi”, e limitarsi “a fornire un adesivo di avvertimento è una risposta sorprendentemente inadeguata".

Un portavoce della VW ha ammesso che "c'è la possibilità che in situazioni estremamente rare”, che “il blocco della cintura di sicurezza a sinistra possa essere rilasciato involontariamente”. Ha però assicurato che che “in Volkswagen e Seat la sicurezza rimane una priorità assoluta” e che è stata già “identificata una soluzione tecnica: un dispositivo di blocco della cintura riprogettato, che impedirà che ciò accada”. Una soluzione permanente “è prevista per essere disponibile a novembre”, ha aggiunto concludendo che l'azienda ha chiesto nel frattempo ai “rivenditori di garantire che tutti i potenziali acquirenti di veicoli nuovi o usati interessati siano informati della disposizione non utilizzare il sedile posteriore centrale".

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