Voli e crociere "verso nessun luogo" e cene ad alta quota: il settore dei trasporti si reinventa ai tempi del Covid

Gli ambientalisti attaccano il nuovo modello di business che inquina per tratte aeree o navali senza destinazione. I turisti ai tempi del coronavirus pagano per volare o navigare in tondo e tornare al punto di partenza

Foto di archivio (commons.wikimedia.org)

La seconda ondata di Covid e le nuove restrizioni ai viaggi stanno mettendo sotto pressione il settore dei trasporti che in alcuni Paesi è già in cerca di alternative di business che fino a un anno fa sarebbero state ritenute bizzarre, se non addirittura impensabili. Dal Giappone all’Australia e dal Taiwan al Brunei, si moltiplicano le imprese di aviazione che decidono di fare voli senza destinazione, che trasportano viaggiatori che pagano per il solo gusto di passare tempo ad alta quota, felici di “volare verso il nulla” per tornare allo scalo di partenza. Si tratta di rotte di lusso che esistevano anche prima della crisi del Covid, ma che oggi sono aumentate tanto da provocare curiosità e critiche in tutto il mondo.

I prezzi di questa esperienza oscillano tra 480 e 2.300 euro. Il New York Times ha riferisce che voli che “non vanno da nessuna parte” stanno godendo di un successo sempre maggiore, tanto che i biglietti vengono spesso esauriti. Royal Brunei Airlines è una delle compagnie che offre questa esperienza. Da metà agosto ha effettuato cinque voli. Il programma “cena e vola” è una passeggiata tra le nuvole che, abbinata ad un'offerta gastronomica con cucina locale, dura in totale 85 minuti. I passeggeri non sono tenuti a utilizzare la mascherina, ma solo l’equipaggio è costretto a coprire naso e bocca.

Lo stesso modello di business viene applicato in alto mare dalle crociere senza meta. Royal Caribbean International e Genting Cruise Lines, due delle più grandi compagnie di crociera al mondo, hanno infatti ideato un programma in cui i passeggeri, non essendo autorizzati a sbarcare in nessun porto, possono usufruire delle strutture della nave, dal ristorante alle piscine a bordo, per fare un viaggio che torna al porto di partenza. In altre parole, i turisti pagano centinaia o persino migliaia di dollari per girare in tondo.

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Tanto la pratica dei ristoranti ad alta quota quanto le crociere senza meta stanno scatenando le reazioni indignate delle organizzazioni ambientaliste. Gli attivisti considerano tale modello di business in netto contrasto con le misure adottate in tutto il mondo per ridurre la Co2. Basti pensare che nel 2018 gli aerei hanno emesso 918 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Numeri decisamente alti che hanno convinto molti Paesi, prima della crisi del Covid, a chiedere alle compagnie la soppressione delle brevi tratte nazionali già collegate per ferrovia. Nessuno avrebbe pensato che un giorno ci si sarebbe trovati di fronte al tema delle tratte senza meta. 

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