Le vittime di violenze hanno diritto a un risarcimento adeguato e non solo simbolico

La Corte di Giustizia Ue ha dato ragione a una donna italiana che aveva subito uno stupro, e i cui aggressori sono latitanti, a cui lo Stato voleva dare solo un indennizzo “forfettario” di 4.800 euro

Una manifestazione contro la violenza sulle donne - foto Ansa EPA/NIC BOTHMA

Una direttiva europea obbliga gli Stati membri a corrispondere ai cittadini che hanno subito violenze in uno Stato membri diverso dal loro ad ottenere un indennizzo per il danno subito. Ma questo non significa né che l'indennizzo possa non essere erogato nel caso in cui la violenza sia stata subita nello Stato della vittima né, soprattutto, che questo indennizzo possa essere soltanto simbolico e non invece commisurato al danno, fisico e psicologico, subito.

Lo stupro

Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia Ue che si è pronunciata su un caso che riguarda una donna italiana vittima di stupro. La violenza risale all’ottobre del 2005, e la donna che l'aveva subita avrebbe dovuto ottenere un risarcimento di 50mila euro dai suoi violentatori, che però erano sfuggiti alla giustizia e si erano resi latitanti. Lo Stato italiano le aveva allora concesso un indennizzo di 4.800 euro, come previsto dalla legge italiana, che però il giudice riteneva che non fosse “equo ed adeguato”, soprattutto ai sensi delle direttive comunitarie che stabiliscono il diritto all'indennizzo per violenze subite in Europa a livello transfrontaliero.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La sentenza

Con la sua sentenza la Corte ha stabilito due principi. Il primo che “il legislatore dell’Unione aveva optato non per l’istituzione, da parte di ciascuno Stato membro, di un sistema di indennizzo specifico, limitato soltanto alle vittime di reati internazionali violenti che si trovano in una situazione transfrontaliera, bensì per l’applicazione, a favore di tali vittime, dei sistemi di indennizzo nazionali delle vittime dei predetti reati commessi nei rispettivi territori degli Stati membri”. Cioè che la direttiva vale appunto anche per le violenze subite nel proprio Paese di provenienza. La seconda che “un indennizzo forfettario concesso alle vittime di violenza sessuale sulla base di un sistema nazionale di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti non può essere qualificato come «equo ed adeguato» qualora sia fissato senza tenere conto della gravità delle conseguenze del reato per le vittime e non rappresenti quindi un appropriato contributo al ristoro del danno materiale e morale subito”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rissa tra turisti e polizia, in Belgio accesso alle spiagge limitato ai residenti

  • Scrive "vuoi sposarmi?" con 100 candeline, e la casa prende fuoco

  • Dal punto di vista economico la strategia dell'immunità di gregge in Svezia ha pagato

  • Omicidi e guerre tra narcotrafficanti: in Svezia e Olanda è emergenza criminalità

  • "Le mascherine riducono anche la gravità del coronavirus per chi le indossa"

  • Oltre mille nuovi casi al giorno in Germania, mai così tanti da maggio

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento