rotate-mobile
Mercoledì, 29 Giugno 2022
L'appello / Paesi Bassi

Il 13enne ucciso 'torna in vita' grazie al deepfake: "Aiutatemi a trovare i miei assassini"

L'esperimento della polizia di Rotterdam per provare a fare luce su un omicidio avvenuto oltre 20 anni fa

La polizia di Rotterdam ha utilizzato per la prima volta la tecnologia del “deepfake” per provare a fare luce su un omicidio accaduto oltre 20 anni fa. L'idea era quella di 'ridare vita' alla vittima, affinché potesse lanciare un appello ad aiutare le indagini. Le immagini della vittima, Sedar Soares, che all’epoca aveva appena 13 anni sono state manipolate con l'ausilio dell'animazione computerizzata. Il “deepfake” è una tecnica di sintesi multimediale basata sull'intelligenza artificiale crea simulazioni ultra-realistiche di persone reali sostituendo un volto con un altro o una voce con un'altra.

Nel filmato, il giovane, su un campo da calcio, vestito con una tuta da ginnastica, chiede al colpevole di smettere di tacere e di costituirsi alla polizia. “Parlate. Parlate ora!”, si sente nel video, in un invito a chiunque sappia qualcosa su quanto accaduto. Nel corto si vede anche Soares, che amava giocare a calcio, camminare attraverso una fila d'onore composta da familiari, amici e allenatori.

Giovedì scorso, la polizia ha annunciato che il giovane non è stato ucciso, come si era ipotizzato per anni, da un automobilista arrabbiato perché aveva lanciato una palla di neve contro la sua auto. Dopo la denuncia inaspettata di un testimone alla polizia nel 2020, si è rivelato uno scenario completamente diverso. Sedar sarebbe stato colpito da un proiettile sparato durante una rapina nei pressi della stazione della metropolitana dove il ragazzo si trovava con gli amici.

Secondo le nuove indagini, riporta il Guardian, il giovane si trovava "nel posto sbagliato al momento sbagliato" ed è stato vittima innocente di un "ripdeal" andato male, il termine usato quando i membri di una banda criminale si derubano a vicenda. La polizia ritiene che Soares sia stato "vittima della violenza della malavita per pura sfortuna" e ora sta cercando testimonianze che aiutino a risolvere il caso.

Per questo motivo, le forze dell’ordine hanno deciso di ricorrere alla nuova tecnologia per chiedere a chiunque avesse visto qualcosa di farsi avanti. Per il momento, la polizia di Rotterdam ha riferito di essere stata contattata da una decina di testimoni, senza però rivelare il contenuto delle dichiarazioni.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il 13enne ucciso 'torna in vita' grazie al deepfake: "Aiutatemi a trovare i miei assassini"

Today è in caricamento