Con i visti umanitari europei meno sbarchi in Italia. Ma la Lega dice no

Il Parlamento Ue chiede a Commissione e Stati membri di introdurre un meccanismo per istituire canali sicuri per chi fugge da guerra e persecuzioni. M5s vota a favore: “Fa parte del contratto di governo”. Il Carroccio: “Siamo contro queste forme di protezione”

Potrebbero ridurre significativamente gli sbarchi di migranti sulle coste europee (in particolare italiane), dando un duro colpo ai trafficanti di essere umani e riducendo l'enorme numero di migranti morti nel Mediterraneo. Ma alla Lega e, più in generale, al fronte sovranista europeo non piacciono. Ecco perché, anche se la loro opposizione è risultata superflua, i deputati del Carroccio hanno votato contro la richiesta del Parlamento Ue di istituire i visti umanitari europei.

Cosa prevede il testo

La richiesta è stata approvata a larga maggioranza, anche grazie al sostegno del Movimento 5 stelle. Il visto umanitario europeo, secondo le modalità definite da Strasburgo, prevede che chi si trova in un Paese in guerra o dove rischia la persecuzione, possa presentare la domanda di protezione internazionale presso le ambasciate o i consolati di uno Stato membro. Il rilascio del visto, dunque, avverrebbe direttamente all'esterno dei confini Ue ed eviterebbe cosi' ai potenziali rifugiati di ottenere canali sicuri di accesso al Paese europeo presso il quale hanno presentato la domanda di protezione. 

Secondo un recente studio, il 90% di coloro che hanno ottenuto protezione internazionale nell'Ue sono arrivati irregolarmente. Secondo il Parlamento, questi visti “permetterebbero di combattere il traffico di esseri umani e gestire meglio gli arrivi, l'accoglienza e il trattamento delle domande di asilo” e contribuirebbero inoltre “a ottimizzare il bilancio degli Stati membri e dell'Ue in materia di asilo, procedure di applicazione della legge, controllo delle frontiere, sorveglianza e attività di ricerca e salvataggio”.   

Il testo approvato da Strasburgo chiarisce che i beneficiari del visto dovranno dimostrare una chiara esposizione o un rischio di essere perseguitati e di non far parte di un processo di reinsediamento. La valutazione della domanda non dovrebbe comportare un processo completo di determinazione dello status, ma prima del rilascio del visto, ogni richiedente dovrà essere sottoposto a un'indagine di sicurezza, attraverso le pertinenti banche dati nazionali ed europee, "per garantire che non costituisca un rischio per la sicurezza".

Altro aspetto importante, la decisione di rilasciare visti umanitari europei rimarrebbe di esclusiva competenza degli Stati membri. Nessun “attentato”, dunque, alla sovranità nazionale. Per l'Italia, poi, un meccanismo del genere avrebbe il vantaggio di ridurre gli sbarchi sulle sue coste. Oltre al fatto che, come dimostrato dall'analisi dei flussi dei richiedenti asilo, chi sfugge a guerra e persecuzioni nella maggior parte dei casi mira a raggiungere i Paesi del Nord Europa, sia per questioni familiari che di opportunità lavorative. 

M5s e Lega si spaccano

Non a caso, il M5s ha salutato in maniera entusiastica l'adozione di questo testo. “Consentire a chi ha bisogno di protezione internazionale di richiedere un visto all’estero, presso le ambasciate o i consolati dell'Ue, significa aumentare la sicurezza dei Paesi europei di destinazione, ridurre movimenti secondari attraverso l’Ue, scardinare business di reti criminali e migliorare il controllo dei flussi migratori. Oggi il Parlamento europeo ha sposato la linea del Movimento 5 stelle sull’immigrazione”, dice l'eurodeputata Laura Ferrara. I 5 stelle ricordano anche come l'istituzione di canali sicuri di accesso per i potenziali rifugiati sia previsto dal contratto di governo.

Ma su questi punti non è dello stesso avviso la collega di maggioranza, almeno a Roma, Mara Bizzotto, capodelegazione della Lega a Strasburgo: “Noi siamo contro questo tipo di visti umanitari”, dice, ricordando il recente via libera al decreto Sicurezza, approvato anche dai 5 stelle, con cui vengono aboliti i permessi di soggiorno umanitari. "L’Europa - aggiunge - affronta ancora una volta in modo sbagliato il problema dell’immigrazione. Sta semplificando la politica dei visti, vorrebbe far entrare tutti all’interno dell’Unione europea. Qualsiasi persona lo chieda può entrare per motivi umanitari generici.

Cosa farà il governo?

Capire quale sia davvero la linea del governo sul tema non è semplice. Per i 5 stelle, “i visti umanitari europei rispettano quanto scritto dal contratto di governo e garantirebbero uno sforzo condiviso da tutti i Paesi Ue sull'accoglienza di chi fugge da guerre e persecuzioni attraverso canali sicuri”.

Per sciogliere i dubbi, bisognerà aspettare alcuni passaggi legislativi. Innanzitutto, entro marzo, la Commissione europea dovrà presentare una proposta che rispetti le indicazioni del Parlamento (ci si augura a Strasburgo). La proposta passerà poi al Consiglio dei ministri dell'Ue, dove potrebbe essere proprio Matteo Salvini a fare chiarezza: il governo è favorevole o contrario ai visti umanitari europei. 

 

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