Sabato, 23 Ottobre 2021
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Basta visti ai Paesi del Maghreb, rappresaglia francese contro l'immigrazione irregolare

Parigi accusa Algeria, Marocco e Tunisia di rendere difficili i rimpatri e per questo a deciso di restringere i canali di ingresso legali per tutti i cittadini delle tre nazioni

Se non ci aiutate a fermare l'immigrazione irregolare allora noi taglieremo la possibilità per i vostri cittadini anche di approfittare di quella regolare. È la linea scelta da Parigi contro Algeria, Marocco e Tunisia accusati di rendere impossibili le pratiche per i rimpatri dei loro cittadini che sono entrati in Francia in maniera irregolare. "Sino a quando non accetteranno i propri cittadini, anche noi non accetteremo i loro compatrioti", ha detto il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin. "È una decisione drastica, è una decisione inedita, ma è una decisione che si è resa necessaria perché questi Paesi non accettano di riprendersi i loro espatriati che non desideriamo e non possiamo tenere in Francia", ha spiegato il portavoce del governo di Emmanuel Macron, Gabriel Attal.

Ridotti i visti

Le procedure per ottenere i visti saranno rese molto più complesse per i tre Paesi del Maghreb e verranno dimezzati quelli concessi a Marocco e Algeria, e ridotti di due terzi quelli concessi alla Tunisia. Il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita ha criticato la decisione definendola "ingiustificata". "Il Marocco ha sempre gestito la questione migratoria e il flusso di persone, con una logica di responsabilità ed equilibrio tra l'agevolazione degli spostamenti delle persone e la lotta all'immigrazione illegale", ha affermato Bourita, aggiungendo che le ragioni addotte da Parigi nel prendere la decisione "non rispecchiano la realtà".

I flussi

A causa della mancanza di prospettive lavorative o per ragioni politiche, sono molti i cittadini nordafricani che cercano di entrare nella ex colonia madre, attirati anche dal fatto di conoscere già perfettamente la lingua. A partire sono soprattutto i tunisini, colpiti da una crisi economica, che sempre più spesso accettano di imbarcarsi con gommoni o barche di piccole dimensioni per raggiungere l'Europa via mare, a rischio della vita. Le associazioni per i diritti dei migranti da tempo denunciano che ottenere un visto d'ingresso nei Paesi europei è sempre più difficile e che questo incoraggia le partenze irregolari.

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