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Un allevamento di visoni in Danimarca

Un allevamento di visoni in Danimarca

L'Ue indaga sui visoni danesi: "Sette mutazioni, possibili implicazioni su vaccini". E Londra vieta i viaggi in Danimarca

L'Ecdc, l'agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie, sta elaborando una valutazione per stabilire i rischi reali delle varianti del SARS-CoV-2 trasmesse da questi animali all'uomo. Le autorità di Copenaghen e l'Omans invitano alla calma: "Troppo presto per saltare alle conclusioni"

L'Ecdc, l'agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie, sta elaborando una valutazione dei rischi connessi ai contagi di coronavirus partiti dagli allevamenti di visoni e che hanno riguardato finora circa 200 persone in Danimarca. Gli esperti Ue non escludono "implicazioni per l'immunità, le reinfezioni e l'efficacia dei vaccini contro il Covid-19, ma attualmente c'è un alto livello di incertezza su questo", aggiungono. Dichiarazioni che fanno eco a quelle dell'Organizzazione mondiale della sanità e delle stesse autorità di Copenaghen, che invitano alla prudenza. Ma il Regno Unito non sembra fidarsi troppo delle rassicurazioni e ha inserito la Danimarca nell'elenco delle destinazioni a rischio, vietando i viaggi da e verso il Paese.

Cosa sta succedendo

Secondo quanto si legge in una nota dell'Ecdc, sono finora 197 i casi di passaggio del virus dai visoni all'uomo. Negli allevamenti sono stati riscontrati ben "sette mutazioni uniche nella proteina spike (che consente di infettare l'uomo, ndr) delle varianti SARS-CoV-2 nel visone". Di queste, una in particolare sembre preoccupare le autorità danesi e avrebbe colpito finora 12 persone. 

"Quando il virus viene introdotto in un allevamento di visoni - scrive l'Ecd - può diffondersi rapidamente. A causa dell'elevato numero di infezioni e probabilmente a causa di differenze biologiche tra il visone e l'uomo, il virus può accumulare mutazioni. Tali varianti hanno la possibilità di diffondersi nuovamente nella popolazione umana". La possibilità di una "mutazione antigenica nel SARS-CoV-2 può avere implicazioni per l'immunità, le reinfezioni e l'efficacia dei vaccini Covid-19, ma attualmente c'è un alto livello di incertezza su questo. Sono necessarie ulteriori analisi e studi scientifici per comprendere meglio le mutazioni identificate e le loro potenziali implicazioni", su legge ancora. La valutazione dell'Ecdc verrà pubblicata "entro il 12 novembre 2020". 

I primi casi a maggio

Intanto, la Danimarca ha confermato l'intenzione di abbattere 17 milioni di visoni. Non è la prima volta che accade in Europa da quando è scoppiata la pandemia: era successo già a maggio in Olanda, e in estate centinaia di migliaia di esemplari erano stati abbattuti nella stessa Olanda, in Francia e in altre parti dell'Ue. I rischi connessi a questo tipo di allevamento, dunque, erano ben noti. Ma forse qualcosa è andato storto nei controlli. Per esempio, in queste ore, a seguito del clamore suscitato dal caso danese, la Bulgaria sta aumentando i test sulle popolazioni che abitano vicino agli allevamenti di visoni del Paese. Mentre il Regno Unito, come dicevamo, ha deciso di chiudere il corridoio con Copenaghen.

Gli inviti alla calma

Dalle autorità danesi all'Oms, però, gli esperti invitano alla calma. Soumya Swaminathan, il capo scienziato dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha detto che "dobbiamo aspettare e vedere quali sono le implicazioni, ma non credo che dovremmo saltare a conclusioni sul fatto che questa particolare mutazione avrà un impatto sull'efficacia del vaccino. Al momento non abbiamo alcuna prova di questo". Un charimento dopo che la stessa premier danese, Mette Frederiksen si era lasciata scappare l'ipotesi che il ceppo "potrebbe rappresentare un rischio per i futuri vaccini". 

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