Martedì, 21 Settembre 2021
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"Visite ai nonni solo se vaccinati": gli esperti Ue lanciano l'allerta sulle Rsa

I residenti delle case di cura sono stati i primi a ricevere le dosi. Eppure, i rischi di contagio non sono azzerati, soprattutto quando entrano in contatto con individui non vaccinati e portatori di varianti

Visitare un nonno, un parente o un amico anziano che vive in una residenza sanitaria assistenziale (o Rsa) è un bel gesto, soprattutto in estate quando le persone così vulnerabili da non poter vivere da sole sono costrette a restare nei centri d’assistenza mentre tanti altri vanno al mare. Eppure, anche da una buona azione può partire un contagio dagli effetti potenzialmente fatali. 

Lo ha ricordato l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel nuovo rapporto dedicato proprio alla sicurezza delle persone che vivono in Rsa. “L'assunzione del vaccino - si legge nel documento - deve essere fortemente incoraggiata anche per tutte le persone che entrano in contatto con i residenti delle Rsa, compresi gli operatori sanitari, il personale ausiliario, i custodi, gli operatori sanitari in visita e i visitatori”. Insomma, l’invito degli esperti Ue è quello di andare a visitare gli anziani in Rsa solo quando si è completata la vaccinazione per evitare i rischi di focolai interni alle strutture. 

“I residenti e il personale delle Rsa - si ricorda nel documento - hanno avuto la priorità per la vaccinazione contro il Covid-19 nella maggior parte dei Paesi dell’Ue”, inclusa l’Italia, dove la campagna di immunizzazione è iniziata proprio nei centri per anziani e negli ospedali. Tuttavia, “negli ultimi sei mesi si sono verificati diversi focolai” anche nelle residenze di cura “causando, in alcuni casi, malattie gravi e decessi, anche tra individui completamente vaccinati”. “Sebbene l'efficacia dei vaccini contro il Covid-19 autorizzati nell'Ue sia molto elevata - si precisa nel rapporto dell’Ecdc - sono previste infezioni da SARS-CoV-2 tra gli individui completamente vaccinati” in particolare quando a circolare sono le nuove varianti del virus.

Proprio per questo motivo “è importante rafforzare l'accettazione del vaccino tra gli operatori sanitari” perché quelli che rifiutano le dosi “mettono se stessi, le loro famiglie e i loro colleghi a rischio di infezione da SARS-CoV-2 e possono anche aumentare il rischio” di un nuovo focolaio “tra i residenti della Rsa di cui si prendono cura”. In ogni caso, è la conclusione degli esperti Ue, occorre che “residenti, personale e visitatori delle Rsa mantengano una meticolosa osservanza delle misure non farmaceutiche” come il distanziamento sociale e l’uso della mascherina nei locali chiusi “indipendentemente dalla copertura vaccinale”.

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