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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Lo scandalo

Qatargate, Visentini rimosso dalla guida della Confederazione sindacale internazionale

Il sindacalista italiano era stato arrestato e poi rilasciato senza accuse nell'ambito del Qatargate. Ha ammesso di aver ricevuto 50mila euro da Panzeri, ma di avere girato la donazione alla sua organizzazione

Dopo due mesi dallo scoppio dello scandalo del Qatargate, la Confederazione sindacale internazionale (Csi) ha revocato l'incarico di segretario generale, la massima carica dell'organizzazione, all'italiano Luca Visentini. Lo rende noto in un comunicato la Csi.

Il consiglio direttivo della confederazione, che riunisce i sindacati di tutto il mondo, ha adottato all'unanimità il rapporto della commissione speciale in merito al coinvolgimento di Visentini nel Qatargate, che è stata vagliata anche alla luce di un audizione di terze parti. È stato stabilito che Visentini "non gode più della fiducia" del consiglio come segretario generale, ma anche che non vi sono prove che donazioni dal Qatar o il Marocco abbiano influenzato le decisioni della Csi.

Eletto segretario generale lo scorso novembre, Visentini era stato sospeso dalle sue funzioni alla guida della Csi il 21 dicembre. Visentini, 54 anni, era stato arrestato il 9 dicembre nell'ambito dell'indagine dello scandalo del Qatargate. È stato rilasciato, senza accuse a suo carico, dopo aver ammesso di aver ricevuto una donazione di 50mila euro dalla ong Fight Impunity di Pier Antonio Panzeri. Visentini si proclama innocente, ha negato l'intento di corruzione a beneficio del Qatar, affermando che la donazione era destinata a coprire i costi della campagna elettorale per la guida della Csi.

"Sono profondamente rammaricato", ha detto Visentini commentando la notizia. "Il cosiddetto Qatargate ha avuto conseguenze terribili per il movimento sindacale e per me personalmente", ha aggiunto. Il sindacalista italiano ribadisce la sua "innocenza rispetto alle accuse di corruzione e riciclaggio di denaro". "Tutto ciò che ho fatto è stato fatto in buona fede e per il benessere del movimento sindacale, mai spinto da ambizioni personali", sottolinea Visentini. "Non ho ricevuto alcuna tangente quando ho ricevuto una donazione e non ho tenuto alcun denaro per me, ma l'ho messo tutto a disposizione del movimento sindacale", aggiunge Visentini, spiegando che la donazione ricevuta "è stata data" alla Csi "per aiutare i sindacati in difficoltà". 

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