“Pestaggi e furti, così la polizia croata respinge i migranti diretti a Trieste”

La denuncia delle Ong e di 21 eurodeputati dopo le inchieste dei media internazionali alla frontiera tra Croazia e Bosnia. Circa 3mila richiedenti asilo, tra cui molti bambini, avrebbero subito violenze e abusi

Migranti in Bosnia

Sono almeno 3mila, molte famiglie, tanti bambini. Sono accampati in Bosnia, a Bihac e Velika Kladusa, sognando di mettere piede in Europa: prima in Croazia, poi in Italia, a Trieste, e poi ancora alla volta del Nord del Vecchio Continente. Premono per passare il confine, prima che i boschi che separano i due Stati dell'ex Jugoslavia diventino una trappola rischiosa con l'arrivo dell'autunno. Ma a fermarli c'è la polizia croata. Con metodi violenti, secondo quanto denunciano diversi media e Ong, compresi pestaggi e furti, anche nei confronti di minorenni. Senza dimenticare gli spari che pochi mesi fermarono una camionetta di migranti, ferendo due bambini.

Le testimonianze

“Ho provato a passare la frontiera con la Croazia attraverso la foresta, la polizia croata mi ha picchiato e derubato”, ha raccontato un signore afghano a Vita.it. Una testimonianza che fa il pari con quelle raccolte da media internazionali come il Guardian.

L'interrogazione parlamentare

A seguito di queste denunce, 21 eurodeputati, tra cui gli italiani Elly Schlein di Possibile, Daniele Viotti, Flavio Zanonato e Cecile Kyenge del Pd, e Eleonora Forenza e Barbara Spinelli della Gue, hanno scritto un'interrogazione alla Commissione europea: “Se questi fatti fossero confermati, configurerebbero violazioni inaccettabili – dice Schlein - Abbiamo chiesto alla Commissione se sia a conoscenza delle violenze denunciate e quali misure intenda adottare per garantire il rispetto dei diritti fondamentali, compreso quello di chiedere asilo nell’Ue. Abbiamo chiesto, poi, se sul confine siano presenti unità Frontex”.

Nell'interrogazione, gli eurodeputati si soffermano anche sulle condizioni dei centri di accoglienza bosniaci: “Migliaia di migranti – continua Schlein - sono situati nelle città di Bihac e Velika Kladusa. Secondo Medici senza frontiere e altre Ong, vivono in strutture di accoglienza inadeguate e senza una sufficiente assistenza medica di base. La Bosnia-Erzegovina riceve fondi europei sull'immigrazione, tra cui 1,5 milioni di euro stanziati a giugno e altri 6 milioni ad agosto, con cui si dovrebbe garantire un'accoglienza degna. Per questo chiediamo alla Commissione di monitorare come quei fondi vengono impiegati”.

La presidente croata difende la polizia

Tornando alla Croazia, la presidente Grabar Kitarovic ha difeso l'operato delle forze dell'ordine: “La polizia croata svolge un ottimo lavoro nella protezione dei confini. E' professionale e ben equipaggiata, grazie all'Unione europea”.

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