Sabato, 24 Luglio 2021
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"Sette milioni a vittima di violenza sessuale per evitare scandali", l'accusa che imbarazza Airbnb

Secondo un'inchiesta un team di sicurezza, messo in piedi dal gigante dell'ospitalità, cercherebbe di risolvere in maniera amichevole eventuali crimini commessi nelle strutture che lavorano con l'azienda, per evitare cause e pubblicità negativa

Airbnb avrebbe pagato un risarcimento di sette milioni di dollari ad una turista che era stata violentata in una delle sue strutture, per evitare che la donna facesse causa all'azienda e scoppiasse uno scandalo. Lo rivela un'inchiesta di Bloomberg che afferma che il colosso statunitense dell'ospitalità avrebbe una sorta di "team di sicurezza" di 100 agenti in tutto il mondo che rispondono ai crimini commessi nelle proprietà messe in affitto sul suo sito web, e che interverrebbero per provare a risolvere i casi in maniera privata ed evitare cause e pubblicità negativa.

Il caso più eclatante avrebbe riguardato una turista 29enne australiana che aveva prenotato un appartamento a Manhattan, New York, ed era stata violentata sotto la minaccia di un coltello durante la prima notte del suo soggiorno. Secondo quanto ricostruisce Bloomberg la donna aveva preso le chiavi dell'appartamento da un negozio vicino la sera di Capodanno del 2015 ed era uscita insieme ad alcuni amici per festeggiare il nuovo anno. L'aggressore, un 24enne che era anche lui in possesso delle copie delle chiavi dell'appartamento, era entrato nella casa ed aveva aspettato che la giovane rientrasse per aggredirla. Dopo l'aggressione il team di sicurezza di Airbnb ha contattato il dipartimento di polizia locale per offrire la sua assistenza e mettere la vittima in un hotel a sue spese. L'azienda si è anche offerta di pagare costi come la consulenza e ha pagato alla madre un volo dall'Australia agli Stati Uniti. Secondo l'accordo di risarcimento, che è stato raggiunto nel 2017, la donna non può fare causa a Airbnb, nè al proprietario dell'appartamento in questione.

Nick Shapiro, ex vice capo dello staff della Cia e consigliere del Consiglio di sicurezza nazionale nell'amministrazione Obama, che è stato capo della gestione delle crisi di Airbnb da dicembre 2015 a settembre 2019, ha affermato di aver guidato la risposta della squadra al presunto stupro. L'incidente, "mi ha riportato alla sensazione che provavo quando dovevo affrontare questioni davvero orribili a Langley, (sede della Cia, ndr) e nella stanza delle situazioni di emergenza della Casa Bianca", ha detto a Bloomberg.

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