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Martedì, 29 Novembre 2022
IL divieto / Belgio

Il Belgio vieta le terapie di conversione per le persone Lgbt+

È il terzo Paese Ue a farlo: i trasgressori rischiano fino a due anni di carcere

Il Belgio ha vietato le terapie di conversione per le persone Lgbt+, controverse pratiche che mirano a cambiare l'orientamento sessuale o l'identità di genere delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer o intersessuali. Chi le pratica rischia adesso il carcere fino a due anni.

Le terapie di conversione possono avvenire in ambienti religiosi, medici o settari, e vengono eseguite anche da parenti o pseudo-professionisti. I metodi finora considerati legali vanno dalla psicoterapia all'uso dell'elettroshock, ma ci sono anche casi documentati di atti di violenza, come percosse o persino lo "stupro correttivo". La nuova legge aggiunge alla lista dei reati anche le pratiche finora tollerate.

Nello stabilire la condanna, il giudice terrà conto di alcune aggravanti: se il reato è stato commesso da una persona in riconosciuta posizione di autorità o influenza sulla vittima e se il reato è stato commesso contro un minore o una persona in situazione di vulnerabilità. Anche chi propone o incita a pratiche di conversione, direttamente o indirettamente, sarà sanzionato. Inoltre, i tribunali potranno vietare alle persone condannate per pratiche di conversione, per un massimo di cinque anni, di esercitare un'attività professionale o sociale.

Nel 2016 Malta fu il primo Paese Ue, e fino al 2020 l'unico, ad aver vietato le terapie di conversione, con multe tra i 5mila e i 10mila euro e fino a un anno di carcere. In Germania sono state vietate nel 2020 mentre in Francia nel gennaio 2022. In Albania, sebbene non esista una legge approvata dal parlamento, l'ordine degli psicologi ha stabilito nel 2020 che tali pratiche sono vietate, e secondo la costituzione del Paese ha valore di legge. Anche la Svizzera non ha approvato un divieto ufficiale, ma le "terapie di conversione" sono di fatto illegali dal 2006 per i bambini e dal 2016 per gli adulti, chi infrange le regole può essere sanzionato dalle autorità cantonali.

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