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Giovedì, 8 Dicembre 2022
La messa al bando / Spagna

Vietato fumare ai tavolini all'esterno dei bar e alla fermata del bus, stretta in Catalogna

Il divieto sarà applicato anche nei pressi delle scuole. Per ridurre la dipendenza verrà offerta una terapia sostitutiva della nicotina alle persone con un reddito inferiore a 18mila euro l'anno

La Catalogna imporrà una dura stretta sul fumo che riguarderàanche diversi spazi all'aperto come i tavolini di bar e ristoranti, le fermate degli autobus e nelle vicinanze delle scuole. Lo ha anticipato il Ministro della Salute, Josep Maria Argimon, in un'intervista a Tv3, in cui ha spiegato che dal 2017 la percentuale di fumatori si è stabilizzata intorno al 23 per cento della popolazione, per cui è necessario dare "una spinta" da parte dell'amministrazione per abbassare le cifre. A questo proposito, ha precisato che il Dipartimento della Salute sta preparando un regolamento per garantire la presenza di spazi esterni liberi dal fumo, senza però specificare le sanzioni previste in caso di mancato rispetto. 

Questa iniziativa è in linea con il lavoro del Piano Integrale contro il Fumo, fermo da diversi mesi presso il Ministero della Salute. Argimon ha ricordato che queste misure erano già state proposte dalla Catalogna per un regolamento statale che non è ancora stato approvato. "Ora possiamo farlo da soli", ha detto. Il Dipartimento della Salute sta ultimando la bozza del regolamento per portarla al Consell Executiu nelle prossime settimane, dopodiché sarà inviata al Parlamento per l'iter legislativo, ha dichiarato il ministro.

Poiché l'incidenza del fumo è maggiore tra le persone con minori risorse, Argimon ha spiegato che la Sanità offrirà anche un trattamento sostitutivo della nicotina gratuito ai fumatori con un reddito inferiore a 18mila euro, ovvero circa 600mila persone nella regione.

Ma le critiche non hanno tardato ad arrivare. Il direttore della Corporazione dei Ristoratori di Barcellona, Roger Pallarols, ha definito la misura sbagliata e irrispettosa nei confronti del settore, che impiega "più di 80mila persone" nella capitale catalana. L'imprenditore, in un'intervista a Rac1, ha spiegato che "non è stato raggiunto alcun consenso" né con il settore alberghiero e della ristorazione "né con gli utenti delle terrazze", che sono rimasti sorpresi dall'annuncio del regolamento. Pallarols ha assicurato che non esclude di andare in tribunale: "Ci sono dubbi sul fatto che l'amministrazione autonoma abbia le competenze in materia".

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