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Sabato, 22 Giugno 2024
Diritti umani

"Vietare le 'terapie di conversione' anti-Lgbt": la richiesta del Consiglio d'Europa

Dai trattamenti comportamentali agli esorcismi, passando per cure a base di ormoni o steroidi. Migliaia di giovani subiscono tentativi di 'cura' che spesso portano alla depressione e all'odio per sé stessi

Convincere un omosessuale a diventare etero o una persona trans a cambiare la propria identità di genere per farla corrispondere con quella 'naturale'. A questo sono finalizzate le cosiddette 'terapie di conversione' per le persone Lgbt, pratiche prive di alcun fondamento scientifico ancora diffuse in Europa, anche legalmente, con il pretesto di presunti principi medici o religiosi. Il Consiglio d'Europa ha chiesto ai Paesi vietare le presunte terapie che possono comportare "enormi rischi" per le vittime, spesso bambini e adolescenti. 

I metodi

La 'conversione', si legge nell'intervento della commissaria per i Diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, viene condotta attraverso trattamenti "che comprendono la terapia comportamentale e cognitiva e le pratiche basate sull'avversione, come l'elettroshock e i farmaci che inducono la nausea", fondate sulla convinzione che l'orientamento sessuale o di genere di una persona "sia il risultato di un'esperienza passata e anomala". Altre pratiche prevedono "approcci farmaceutici, come l'uso di ormoni o steroidi, al fine di correggere un presunto squilibrio biologico". Infine ci sono "gli interventi basati sulla fede" volti a "liberare un individuo da un presunto male che è la causa del suo orientamento sessuale o di genere, attraverso la 'guida' di un consigliere spirituale, e che può includere l'assoggettamento a insulti, percosse o esorcismo".

Le vittime

L'esistenza dei tentativi di 'conversione' in Europa non è nota, ha spiegato Mijatovic, perché spesso avvengono in condizioni segrete. "Si stima che il 2% delle persone Lgbt nell'Ue abbia subito tali pratiche e che al 5% le sia stato offerto il trattamento, anche se le cifre effettive potrebbero essere molto più elevate". Secondo i dati più recenti disponibili nel Regno Unito, circa un quinto delle persone Lgbt ha sperimentato pratiche di 'conversione' e le persone trans sono prese di mira in modo sproporzionato da questi interventi. A "turbare particolarmente" la commissaria per i Diritti umani è il fatto "i bambini e i giovani adulti corrono un rischio molto maggiore di esserne soggetti".

Le conseguenze

Le cosiddette terapie possono essere devastanti. "Gli individui che vi sono soggetti possono subire danni psicologici significativi, tra cui depressione e ansia, vergogna o odio per se stessi, pensieri suicidi o tentativi di suicidio, disturbo da stress post-traumatico, nonché conseguenze sulla salute fisica come ulcere allo stomaco, disturbi sessuali e alimentari ed emicranie. Gli stessi interventi possono anche provocare danni fisici permanenti", ha aggiunto Mijatovic. Di qui la richiesta agli Stati di intervenire.

I Paesi che si sono mossi

Malta è stato il primo Paese europeo ad adottare un divieto sulle 'conversioni' nel 2016. La Germania ha adottato nel 2020 il divieto di pubblicità e svolgimento di 'conversioni' sui minori. In Spagna, mentre non esiste ancora un divieto a livello nazionale, numerose regioni e città hanno introdotto divieti amministrativi contro queste pratiche. Nel gennaio 2022 la Francia ha vietato le 'conversioni' condotte su minori e adulti vulnerabili, anche attraverso l'uso di strumenti online, rendendo inoltre un'aggravante se la pratica viene condotta da qualcuno con autorità su una vittima minorenne. La Grecia ha seguito l'esempio nel maggio 2022 con il divieto di tutte le pratiche di 'conversione' effettuate sui bambini. L'Albania, da parte sua, ha adottato linee guida mediche che vietano tali trattamenti da parte degli psicologi. 

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L'appello

"Nonostante un chiaro slancio positivo, sono consapevole che i progressi non sono semplici e alcuni divieti proposti si sono arenati", ha aggiunto la commissaria. "I divieti legali sono importanti a diversi livelli. Innanzitutto, inviano il giusto segnale alla società che le pratiche di 'conversione' sono inaccettabili" e "assicurano anche che sia possibile ritenere responsabili gli autori". Ma per fermare i trattamenti pericolosi, ha precisato Mijatovic, non basta vietare le 'conversioni'. "Gli Stati membri dovrebbero vietare anche la pubblicità di tali pratiche", ha concluso.

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