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Sabato, 25 Giugno 2022
Sanzioni alla Russia

Il veto di Orban continua a bloccare l'embargo Ue sul petrolio russo

Il governo di Budapest chiede dai 15 ai 18 miliardi per “modernizzare l'infrastruttura energetica”

Non si può neanche parlare di fumata nera, dal momento che l’accordo era escluso a prescindere. La riunione di oggi tra i ministri degli Esteri dell’Ue ha certificato lo stallo sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia dall’inizio dell’occupazione dell’Ucraina. A bloccare le nuove misure contro il Cremlino, che prevedono anche il divieto di importazione di petrolio dalla Russia a partire dal 2023, è sempre l’Ungheria. Il governo di Viktor Orban, da ormai due settimane, blocca la scelta condivisa dagli altri ventisei governi europei.

“L'Ungheria non ha spiegato la sua posizione in termini politici, ma economici”, ha precisato al termine del Consiglio Affari esteri il capo della diplomazia europea, Josep Borrell. “Le discussioni sono state in termini tecnici sui costi e i tempi necessari ad adattarsi” all'eventuale stop al petrolio russo, ha aggiunto il rappresentante della Commissione europea.

“Se l’Ungheria dovesse fermare le importazioni di petrolio russo, sarebbe necessaria una completa modernizzazione dell'infrastruttura energetica ungherese nell’ordine dei 15-18 miliardi di euro”, ha avvertito il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto. “È legittimo che gli ungheresi si attendano una proposta” per risolvere le questioni economiche che accompagnano la misura, ha precisato il rappresentante del governo di Budapest. 

Un invito affinché la Commissione venga incontro alle preoccupazioni dell’Ungheria col suo piano REPowerEU, che verrà presentato mercoledì, studiato per traghettare l’Europa verso l’indipendenza energetica dalla Russia. Tuttavia, sembra difficile che Bruxelles possa rendere una proposta pensata per stimolare lo sviluppo di fonti rinnovabili e di altri canali di approvvigionamento energetico in una sorta di cambiale in bianco a Budapest, il governo di più anti-Ue d’Europa, da barattare col sì alle sanzioni. 

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