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Il vescovo di Anversa Johan Bonny

Il vescovo di Anversa Johan Bonny

Il vescovo di Anversa si scusa coi gay e confessa: “Sono arrabbiato col Vaticano”

Il religioso si rivolge alle coppie omosessuali cattoliche: “Il loro dolore a causa della Chiesa è il mio dolore”. Poi attacca l'uso del termine 'peccato' per definire l'unione sentimentale tra due persone

Il vescovo di Anversa, Johan Bonny, si è scusato pubblicamente per la posizione sull’omosessualità ribadita pochi giorni fa dal Vaticano, che continua a considerare come un peccato la relazione sentimentale tra due persone dello stesso sesso. Come conseguenza di questa scelta, le coppie gay non possono ricevere il sacramento del matrimonio e tantomeno una semplice benedizione. In un editoriale pubblicato sul quotidiano fiammingo De Standaard, il vescovo non solo si è scusato con le coppie gay, ma ha anche confidato ai lettori di essere arrabbiato e di vergognarsi perché la Chiesa continua a etichettare l'omosessualità come un comportamento incompatibile con la religione cattolica. La confessione del vescovo è presto diventata una notizia ripresa da tanti media in Belgio. 

Le critiche al Vaticano

Il vescovo ha espresso il proprio rammarico nei confronti di coloro che ritengono la posizione del Vaticano come una scelta incomprensibile. Tra le persone alle quali si rivolge l’uomo di Chiesa ci sono le coppie gay cattoliche, ma anche i loro parenti e amici. “Il loro dolore a causa della Chiesa è il mio dolore”, ha scritto il prelato. Il vescovo ha inoltre affermato che la proposta di estendere le benedizioni alle unioni tra persone dello stesso sesso è stata respinta con argomenti irrilevanti. A indignare particolarmente il religioso belga di 65 anni è l'uso della parola ‘peccato’. “Nella teoria morale cattolica classica - ha ricordato Bonny - questo è un termine che è sempre stato trattato con forti sfumature”, ma “il modo in cui viene usato ora è molto al di sotto di questi standard”. “Il peccato - prosegue l’editoriale - si verifica solo quando le persone agiscono consapevolmente in modo malvagio”. Questa “non è né l'intenzione né il risultato dell’omosessualità” e dunque l’uso definire come peccato l’unione tra due persone dello stesso sesso “è indegno”.

La rabbia del vescovo

Parole molto dure che potrebbero costare una sanzione al vescovo di Anversa, che si dice per nulla preoccupato di eventuali provvedimenti nei suoi confronti da parte del Vaticano. Interpellato dai media belgi dopo il successo dell’editoriale, si è limitato a commentare: “In alcuni momenti devi assumerti la tua responsabilità. Io, come vescovo di Anversa, sono responsabile della credibilità dell'episcopato cattolico nel nostro Paese. Alla luce di questa responsabilità, non posso agire in altro modo”. “Non sarei così arrabbiato se non amassi così tanto la Chiesa”, ha aggiunto il vescovo. “La mia rabbia è diretta al Vaticano”, ha ribadito Bonny. “Si può mettere quanto deciso a Roma in prospettiva”, ma “non si può fare altrettanto con la Chiesa di Gesù Cristo”.

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