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"Vergogna AstraZeneca, per l'Ue usa 1 solo impianto su 5"

Duro attacco della Commissione europea al gigante farmaceutico, accusato di non rispettare i contratti. Secondo Bruxelles, la casa anglosvedese avrebbe fatto una sorta di doppio gioco a danno dei Paesi dell'Unione. Gallina: "Agiremo"

La situazione delle consegne dei vaccini anti-Covid di AstraZeneca all'Ue "è una vergogna":  e provoca "danni reputazionali di grande portata", ma il problema è che nel frattempo "le persone muoiono" di Covid. E ancora: la compagnia farmaceutica era stata pagata per "produrre a rischio", mentre attualmente produce "in uno stabilimento dei cinque" previsti nel contratto siglato con l'Ue. La direttrice generale alla Salute della Commissione europea, l'italiana Sandra Gallina, si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo le accuse piovute sul suo operato in merito alla gestione dei contratti sui vaccini anti-Covid tra Ue e Big Pharma. E punta il dito con forza contro AstraZeneca, rivelando dettagli dell'accordo finora poco noti.

Le accuse a Gallina

Gallina, che ha guidato i negoziati con le case farmaceutiche per conto di Bruxelles e degli Stati membri, ha risposto per la seconda volta pubblicamente alle domande dei deputati del Parlamento europeo. La prima volta, le accuse all'alta funzionaria Ue si erano concentrate sulla mancata trasparenza nei contratti. Pochi giorni dopo, la Commissione decise di rivelare (parzialmente) uno di questi accordi, quello per l'appunto con AstraZeneca. Ma Gallina è finita di nuovo nel mirino delle polemiche perché accusata di aver accettato condizioni sfavorevoli nella consegna dei vaccini pur di ottenere sconti sui prezzi delle dosi rispetto ai principali concorrenti nella corsa ai farmaci anti-Covid, ossia Usa e Regno Unito. 

Il nodo contratti 

Secondo quanto circola a Bruxelles tra chi conosce bene il dossier, in realtà la condizioni ottenute da Londra e Bruxelles con AstraZeneca sono più o meno le stesse: il problema è che, stando a quanto riferiscono fonti Ue a Politico, rispettare il contratto con l'uno, comporterebbe di fatto il mancato rispetto degli accordi con l'altro. E AstraZeneca, per il momento, avrebbe favorito Londra a danno dell'Ue, fanno intendere queste fonti. Nella sua audizione di oggi al Parlamento europeo, Gallina non lo dice con tali termini, ma il significato delle rivelazioni è chiaro: nel contratto con l'Ue, spiega, AstraZeneca "aveva previsto cinque impianti per la produzione e al momento sta producendo in un solo impianto". "Un altro impianto di produzione che era nel nostro contratto deve ancora essere autorizzato dall'Ema e l'azienda ha avviato solo ora la procedura per l'autorizzazione", ha aggiunto l'alta funzionaria Ue. "La situazione per me è chiara - ha concluso - perché è impossibile adempiere a un contratto se da cinque stabilimenti previsti hai solo un impianto funzionante".

"Agiremo contro AstraZeneca"

Gallina ha spiegato che il problema del mancato rispetto degli accordi riguarda solo la casa farmaceutica anglo-svedese, che ha prodotto il vaccino più economico e facile da trasportare. Dalla multinazionale anglosvedese "ci aspettavamo consegne nell'ordine del centinaio (di milioni, ndr) e non riceviamo neppure un quarto" di quanto prenotato. "Per questo problema - continua Gallina - stiamo discutendo con gli Stati membri e intendiamo agire, perché è davvero una questione che non può restare irrisolta". "Useremo gli strumenti disponibili per ottenere le dosi - promette - perché dobbiamo realizzare che l'elemento importante nel rapporto con AstraZeneca è ottenere le dosi".

"C'è la questione delle esportazioni - prosegue Gallina - abbiamo uno strumento per monitorarle e devo dire che è stato molto utile, perché vediamo quello che avviene. Posso dire che le compagnie che rispettano gli accordi stanno esportando, ma per noi è importante che i contratti vengano rispettati". Perché, ricorda l'alta funzionaria Ue, "l'Europa è un continente aperto e al momento è il maggior fornitore di vaccini al resto del mondo, dato che altri hanno chiuso le esportazioni, de iure o de facto". Un altro problema è quello dei "vaccini contraffatti e l'Olaf ci sta lavorando. Ma c'è anche il fatto che dosi vengono offerte, forse dosi vere, ma non posso prendermi la responsabilità di dirlo perché non le ho viste. Sembra che ci sia un certo mercato, di trader paralleli che offrono dosi dei vaccini che abbiamo" autorizzato nell'Ue.

Il mercato parallelo

Non tutte le case farmaceutiche si comportano come AstraZeneca, ha tenuto a precisare Gallina: "Abbiamo avuto un primo trimestre del 2021 - spiega - che sapevamo non avrebbe avuto molte consegne di dosi. Ma alcune compagnie rispettano pienamente i loro contratti: Pfizer/BioNTech e Moderna stanno consegnando regolarmente ogni settimana. C'è stato qualche intoppo, ma sono stati eventi limitati, dovuti all'espansione della produzione per Pfizer e ad un piccolo problema di produzione per Moderna", conclude.

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