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Il co-presidente dei Verdi Philippe Lamberts

Il co-presidente dei Verdi Philippe Lamberts

"Casaleggio un boss, M5s non è un partito", il leader dei Verdi Ue contro i 5 stelle

Il belga Lamberts usa parole dure nei confronti del capo di Rousseau e del Movimento. Si complica la strada per un'alleanza al Parlamento europeo

Il Movimento 5 stelle "non è un partito", ma "un'organizzazione", detenuta da "un'azienda", a sua volta "posseduta da una persona", Davide Casaleggio, che è il "vero boss". A poche ore dall'incontro con il M5s con all'ordine del giorno l'ipotesi dell'ingresso della delegazione del Movimento nel gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, uno dei leader dei Green, il co-presidente Philippe Lamberts attacca il capo di Rousseau e gli stessi pentastellati. Se non è una porta chiusa, poco ci manca. 

In queste ore a Bruxelles, infatti, fervono le trattative tra il M5s e i Verdi nell'ottica di un'alleanza all'Eurocamera che consenta ai pentastellati di avere un gruppo politico di riferimento e uscire dall'elenco dei non iscritti, ossia da quella sorta di 'purgatorio' del Parlamento dove fondi e attività politica sono ridotti al minimo. I 5 stelle, dopo aver perso per strada gli alleati europei con cui aveva stretto accordi prima delle elezioni di maggio e dopo aver detto un secco 'no' alla riedizione del gruppo con Nigel Farage, hanno provato a più riprese ad accasarsi con i Verdi, ma la strada, nonostante la decisione di aprire un tavolo di trattative, è ancora in salita. 

Se fino a poche settimane fa l'ostacolo maggiore era l'alleanza di governo con la Lega di Matteo Salvini, adesso il dito dei Verdi è puntato tutto sui rapporti tra il Movimento e la Casaleggio associati. "Se vogliamo una cooperazione strutturale" con il M5s "gli ostacoli devono essere rimossi", ha spiegato Lamberts. "Dopo la fine della coalizione con la Lega, un importante ostacolo è stato eliminato. Ma voglio sottolineare che è stato tolto da Matteo Salvini, non da Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Beppe Grillo. Se Salvini non avesse tentato il suo colpo quest'estate, i M5s sarebbe ancora insieme alla Lega", ha aggiunto.

Al netto di questo, resta il problema Casaleggio; "Abbiamo visto che Davide Casaleggio, che è il vero boss del partito, si sente perfettamente a suo agio con Steve Bannon (l'ideologo di Donald Trump, ndr), che non è esattamente uno dei pensatori chiave dell'ideologia verde", ha ironozzato, prima di specificare: "Malgrado il fatto che il gruppo dei 5 stelle qui (al Parlamento europeo, ndr) sia molto vicino a noi su moltissimi temi, il fatto è che abbiamo a che fare con un'organizzazione che non è un partito, che di base è posseduta da un'azienda, che a sua volta è posseduta da una persona". "Ciò - continua - è al di sotto di quelli che considero i criteri di base della democrazia interna. Si può dire che sia molto democratico, perché la piattaforma Rousseau - conclude - raccoglie i voti delle persone, ma questo non è assolutamente il nostro modo di concepire la democrazia rappresentativa". 

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