Elezioni, altro che ondata “nera”: dal Belgio alla Germania avanzano i Verdi

In Baviera sono attestati al 18%, a Bruxelles sono il secondo partito. Frassoni: “Abbiamo dimostrato come sia possibile essere elettoralmente vincenti puntando sulla speranza invece che sulla paura” 

L'esultanza dei Verdi in Baviera. ANSA/PHILIPP GUELLAND

Tutti a rincorrere il tema dei migranti: i moderati, per paura di perdere consensi, e la sinistra, per denunciare la deriva nazionalista e razzista della nuova destra. Ma le elezioni regionali in Baviera e quelle comunali in Belgio hanno visto un'inattesa virata “verde” dell'elettorato nord europeo. E in Vallonia, la regione belga più povera e più colpita dalla crisi, registra un'avanzata della sinistra altrove agonizzante.  Come dire: se questa tornata elettorale doveva rappresentare il primo segnale di svolta “sovranista” in vista delle elezioni europee del prossimo anno, cosi' non è stato. 

In Baviera, la progressione dell'AfD, partito alleato della Lega al Parlamento europeo, è stata contenuta. E lo stesso è successo in Belgio con l'N-VA di Theo Franken (considerato il “Salvini delle Fiandre”): l'alleanza indipendentista (ma governativa) dei fiamminghi ha impostato la campagna elettorale su posizioni anti-immigrazione e islamofobe. 

Bruxelles rosso-verde

Complice anche lo scandalo di un'organizzazione giovanile vicina alla N-VA che si richiamava al nazismo, il partito di Francken ha mantenuto la maggioranza nelle Fiandre, ma non ha sfondato a Bruxelles. Anzi, se nella Capitale ha racimolato un misero 3,7%, in flessione rispetto al 2014, nell'hinterland fiammingo ha perso una roccaforte come Ninove conquistata da un partito locale ancora più a destra dell'N-VA, Forza Ninove (nome che si richiama l'italiana Forza Nuova).  

Ma quello che ha colpito nelle Fiandre è stata la netta avanzata di Groen, il partito dei verdi fiamminghi. Un successo che ha fatto il pari con quello di Ecolo, i verdi valloni, nella Regione di Bruxelles, dove hanno conquistato un comune importante come Ixelles. L'ondata “verde” ha consentito al centrosinistra belga di resistere nella parte nord del Paese, mentre a Bruxelles e nel Sud vallone si è innestata in un più ampio fronte progressista che ha visto i socialisti tenere botta e soprattutto l'ultra-sinistra del PTB, il partito dei lavoratori, conquistare consensi.

"La speranza ha vinto sulla paura" 

Cosa che non è successa in Baviera, dove i Verdi hanno in qualche modo raccolto i consensi persi dai socialdemocratici (cosa che non era scontata).  Questi successi "dimostrano come sia possibile essere elettoralmente vincenti puntando sulla speranza invece che sulla paura e sulla compassione invece che sull'odio”, dicono i due co-presidenti del Partito verde europeo, Monica Frassoni e Reinhard Buetikofer in una nota. "I Verdi hanno dimostrato valori forti e rifiutato di cedere alla deriva a destra in cui sono caduti altri partii", aggiungono Frassoni e Buetikofer. 

Oltre all'urgenza della trasformazione ecologista per combattere il cambiamento climatico, "i Verdi hanno dimostrato una visione positiva sull'Europa che rimane aperta al mondo". Secondo Frassoni e Buetikofer, i successi di ieri "possono galvanizzare il movimento verde per trovare forza e organizzarsi meglio per continuare a attrarre nuovi elettori" in vista delle elezioni europee del maggio 2019. Certo, i casi bavaresi e belgi difficilmente potranno essere replicati altrove, ma di sicuro danno man forte a chi, in Europa, vuole creare un fronte progressista che unisca socialisti, sinistra e verdi per frenare l'avanzata delle destre. 

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