Lunedì, 27 Settembre 2021
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Gli ex M5s aderiscono ai Verdi Europei: “Ora una forza ecologista anche in Italia”

I fuoriusciti dal Movimento entrano nel gruppo ambientalista del Parlamento europeo. Ma Corrao rassicura: "Il Governo Conte ha tutto il nostro sostegno". E D'Amato smentisce categoricamente l'ingresso suo e dei suoi colleghi in un partito italiano

Il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo ha dato il via libera all'ingresso dei quattro eurodeputati italiani che hanno lasciato il Movimento 5 stelle la settimana scorsa dopo mesi di forti dissidi interni e spaccature sui voti in Aula. L’adesione ai Verdi da parte dei quattro neo-ecologisti - Piernicola Pedicini, Rosa D'Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi - è stato annunciato su Twitter. “Oggi il nostro gruppo si allarga”, hanno festeggiato i Verdi. “Non vediamo l'ora di lavorare con voi su giustizia sociale, diritti umani e politica climatica".

I cavalli di battaglia degli ecologisti italiani

“Da oggi potrò finalmente lavorare in modo incisivo e continuare a portare avanti le battaglie alle quali ho scelto di non abdicare nel rispetto del programma con cui sono stata eletta”, è stata la reazione di Eleonora Evi. L’ingresso nei Verdi arriva “dopo molti, troppi, mesi trascorsi nel ‘gruppo misto’ europeo, senza alcuna possibilità di toccare palla nel processo decisionale della Ue”, ha detto l’ecologista. Evi spiega che le sue priorità saranno “crisi climatica, economia circolare, energia rinnovabile, efficienza energetica, TAV e grandi opere inutili, benessere animale, eliminazione degli allevamenti intensivi, una politica agricola in linea con l'ambiente e vicina ai piccoli agricoltori”. “Sono i temi per cui ho sempre lavorato - aggiunge - e per i quali non mi risparmierò anche nella nuova casa che mi ha accolto e nella quale sento che le mie battaglie troveranno giusta dimora e adeguato sostegno”. 

Nessuna spallata a Conte

“Anche se a Bruxelles il tempo è nuvoloso, per noi è una bella giornata perché con gli europarlamentari del Movimento 5 stelle c'è sempre stata amicizia e collaborazione”, è stata la reazione del co-presidente del gruppo dei Verdi Philippe Lamberts. “Chi rimane nel Movimento non è nostro nemico”, rassicura Lamberts che ha escluso una campagna acquisti tra i pentastellati scontenti. “Gli italiani si aspettano una forza Verde” che metta al centro “ambientalismo e giustizia sociale”, ha spiegato il politico belga. Lamberts afferma di aver avuto contatti con altre personalità del mondo politico ecologista italiano. “Vogliamo vedere l'onda verde arrivare nel Sud Europa”, ha sottolineato. Ma allo stesso tempo, garantisce, “non vogliamo destabilizzare il Governo italiano”. “Questa è l’unica maggioranza possibile in questo momento e ha tutto il nostro sostegno”, ha concordato Ignazio Corrao.

"Non aderiamo a nessun partito in Italia"

La tarantina Rosa D'Amato smentisce totalmente le voci di un possibile accordo degli ex M5s con i Verdi italiani: "Mi preme ribadire che questa nuova fase non rappresenta assolutamente l’ingresso in un nuovo partito. Un conto è il panorama politico italiano, un altro è il Parlamento europeo - spiega - Questo è un nuovo processo che era già partito e che adesso avrà maggiore forza, vuoi perché nei Verdi possiamo tenere fede agli impegni presi alle Europee con i nostri elettori, vuoi perché lavorando all’interno di un gruppo così importante possiamo realmente incidere sulle politiche Ue. Per quanto concerne l’Italia, questo processo guarderà non ai partiti, ma alla società, a tutti quei singoli e associazioni che abbiano come capisaldi l’ecologia, la giustizia sociale e la lotta alla povertà", conclude.

La replica

Il passaggio dal gruppo misto del Parlamento europeo ai Verdi non è passato inosservato alla delegazione Ue del Movimento 5 stelle, che ha preferito non rilasciare comunicati o commenti ufficiali, ma ha affidato la sua risposta a un video sui social in cui parla l'esponente dei Verdi italiani, Angelo Bonelli. Quest’ultimo dà i benvenuto ai transfughi pentastellati e si dice favorevole all'utilizzo del Mes, il meccanismo europeo di stabilità, da sempre osteggiato dal Movimento e bersaglio di critiche anche da parte dei quattro ex-5 stelle.

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