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Mercoledì, 29 Giugno 2022
La nuova malattia

Vaiolo delle scimmie, esperti Ue: probabile che si trasmetta facendo sesso

L'Ecdc ha pubblicato il bollettino epidemiologico sul Monkeypox: una trentina i casi in Europa

Sono una trentina i casi accertati in Europa del vaiolo delle scimmie o Monkeypox. Come la malattia si diffonda tra gli esseri umani non è ancora chiaro, ma secondo gli esperti dell'Ecdc, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, è probabile che si trasmetta per via sessuale. 

Nel suo bollettino epidemiologico, l'Ecdc scrive che "il vaiolo delle scimmie è una malattia virale". La trasmissione all'uomo "può avvenire attraverso il contatto con un animale o un essere umano infetto o con materiale corporeo umano contenente il virus. La trasmissione tra gli esseri umani avviene principalmente attraverso grandi goccioline respiratorie. Poiché le goccioline non possono viaggiare lontano, è necessario un contatto faccia a faccia prolungato. Il virus può anche entrare nel corpo attraverso fluidi corporei, materiale della lesione o contatto indiretto con materiale della lesione", spiegano gli esperti Ue.

È proprio il fattore della prossimità fisica a indirizzare i sospetti sui rapporti tra partner. "I casi recentemente rilevati tra gli MSM (uomini che fanno sesso con altri uomini indipendentemente dal loro orientamento sessuale, ndr) hanno riportato una preponderanza di lesioni nell'area genitale", si legge nel bollettino. "Questa è la prima volta che vengono segnalate catene di trasmissione in Europa senza collegamenti epidemiologici noti con l'Africa occidentale e centrale. Questi sono anche i primi casi al mondo segnalati tra gli MSM. Si ritiene che il virus del vaiolo delle scimmie abbia una trasmissibilità moderata tra gli esseri umani. In questo caso - continua l'Ecdc - la trasmissione tra partner sessuali, a causa del contatto intimo durante il sesso con lesioni cutanee infettive, sembra" la modalità più probabile. La trasmissione senza stretto contatto, invece "è considerata bassa".

I sintomi

Secondo l'Ecdc, i sintomi del vaiolo delle scimmie "includono febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, linfonodi ingrossati, brividi ed esaurimento". In genere si sviluppa un'eruzione cutanea. Questo spesso inizia sul viso e poi si diffonde ad altre parti del corpo, compresi i genitali. L'eruzione cutanea attraversa diverse fasi - spiega l'agenzia Ue - e può assomigliare alla varicella o alla sifilide, prima di formare finalmente una crosta, che in seguito cade. La differenza nell'aspetto da varicella o sifilide è l'evoluzione uniforme delle lesioni. Il periodo di incubazione è in genere da 6 a 16 giorni, ma può arrivare fino a 21. Quando la crosta cade una persona non è più infettiva". 

Mortalità bassa

La "manifestazione clinica" del vaiolo delle scimmie è generalmente lieve. Negli studi condotti nei Paesi africani è stato osservato che nell'area dell'Africa occidentale il tasso di mortalità è del 3,6%. La mortalità è maggiore tra i bambini e i giovani adulti, mentre gli individui immunocompromessi rischiano conseguenze gravi. "La maggior parte delle persone guarisce in poche settimane", nota l'Ecdc.

Cosa fare

Secondo gli esperti Ue, "gli operatori sanitari dovrebbero considerare l'infezione da vaiolo delle scimmie come una diagnosi differenziale per le persone che presentano sintomi clinici compatibili e dovrebbero contattare i servizi specializzati. Le organizzazioni di salute pubblica e le organizzazioni comunitarie dovrebbero adottare misure per aumentare la consapevolezza sulla potenziale diffusione del vaiolo delle scimmie nelle comunità di individui che si identificano come MSM o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali. Gli individui che presentano tali sintomi - sottolinea l'Ecdc - dovrebbero cercare cure specialistiche. Quegli individui che interagiscono con più partner sessuali o che fanno sesso occasionale dovrebbero essere particolarmente vigili".

I casi sospetti "devono essere isolati, testati e notificati tempestivamente. Per i casi positivi dovrebbe essere avviato il tracciamento dei contatti a ritroso e in avanti. Se nel paese sono disponibili vaccini contro il vaiolo, la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio dovrebbe essere presa in considerazione dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio. Per i casi più gravi, può essere preso in considerazione il trattamento con un antivirale registrato, se disponibile nel Paese", conclude l'Ecdc.

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