Martedì, 27 Luglio 2021
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L'affare dei vaccini non basta: Pfizer licenzia 38 dipendenti in Belgio (e delocalizza in Romania)

La multinazionale Usa ha annunciato un piano di esuberi proprio nel Paese da dove ha lanciato la produzione del suo farmaco anti-Covid. M5s: "Vergogna inaudita, l’ennesimo pugno in faccia all’Europa e a milioni di cittadini che chiedono giustizia sociale e non furberie"

In Belgio ha avviato la produzione del primo vaccino consegnato ai Paesi Ue per combattere il Covid-19. Eppure, nonostante continuino le richieste di consegne di nuove dosi e gli affari sembrano andare a gonfie vele, Pfizer ha annunciato che ridurrà l'organico della sua filiale belga. Lo denuncia il sindacato Acv, dop aver appreso della comunicazione dell'azienda di voler ridurre del 15% il personale del suo centro di distribuzione di Zaventem, alle porte di Bruxelles. Tradotto: 38 licenziamenti.

La riduzione dell'organico, secondo quanto scrive la stampa locale, sarebbe legata alla decisione di trasferire il suo dipartimento di approvvigionamento esterno in Romania. Una delocalizzazione che ha fatto infuriare i sindacati: “Negli ultimi mesi il personale ha lavorato il doppio per l'azienda per la produzione del vaccino anti Covid-19. Procedere ora con i licenziamenti collettivi è uno schiaffo in faccia a tutti i dipendenti che contribuiscono al successo di Pfizer e mantengono la produzione di vaccini sulla buona strada ", ha affermato Bart Deceukelier, segretario di Acv.

L'annuncio degli esuberi, scrive Brussels Times, arriva appena un mese dopo che Pfizer ha dichiarato che prevede di realizzare un profitto di 4 miliardi di dollari grazie proprio al vaccino Covid-19. "Questa decisione è di una vergogna inaudita: è l’ennesimo pugno in faccia all’Europa e a milioni di cittadini che chiedono giustizia sociale e non furberie”, dice in una nota Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 stelle. “La casa farmaceutica americana va a gonfie vele e non è una azienda decotta che deve far quadrare i bilanci. Questo caso di delocalizzazione è l’ennesima dimostrazione che l’Europa, con questo dumping sociale, non può continuare a funzionare. - continua - Più volte Big Pharma ha dimostrato di avere a cuore solo il profitto: lo dimostrano i ritardi accumulati nella consegna dei vaccini e le risposte evasive dei loro dirigenti. Per questa ragione il Movimento 5 stelle ha presentato al Parlamento europeo una interrogazione orale con la quale si chiede un dibattito pubblico sulla sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini. L’Unione europea alzi la testa e metta la salute pubblica prima degli interessi privati di qualche multinazionale. È il momento di rispondere all’arroganza di questi signori”, conclude Rondinelli.

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