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"Niente vaccino Pfizer a chi ha allergie gravi", lo stop di Londra dopo l'avvio record della campagna

Due sanitari a cui era stato somministrato il farmaco hanno avuto una reazione allergica. Da qui l'allerta delle autorità britanniche, che hanno avviato la vaccinazione con una autorizzazione di emergenza. Battendo sul tempo l'Ue, che invece sta attendendo ulteriori verifiche

L'agenzia del farmaco britannica ha avvertito che chi ha una storia clinica di allergie "significative" non dovrebbe sottoporsi alla vaccinazione contro il coronavirus con il vaccino Pfizer-BioNTech. La Medicines and healthcare products regulatory agency (Mhra) ha emesso il suo alert dopo che due sanitari, che ieri hanno ricevuto la prima dose del vaccino, hanno subito una reazione allergica. Il servizio sanitario nazionale britannico ha detto che tutti gli ospedali coinvolti nel programma vaccinale sono stati informati. 

Le reazioni allergiche

L'opuscolo informativo per il paziente con il vaccino Pfizer/BioNTech avverte che non dovrebbe essere somministrato a persone allergiche a qualsiasi sostanza presente nel vaccino. "I segni di una reazione allergica possono includere eruzione cutanea pruriginosa, mancanza di respiro e gonfiore del viso o della lingua", dice il bugiardino. Non è chiaro se tali avvertenze fossero presenti già prima del caso dei due sanitari o se qualcosa è sfuggito ai responsabili del servizio sanitario britannico, l'Nhs. Che si difende:  "Come è comune con i nuovi vaccini, l'Mhra ha consigliato in via precauzionale che le persone con una storia significativa di reazioni allergiche non ricevano questa vaccinazione dopo che due persone con una storia di reazioni allergiche significative hanno risposto negativamente", ha detto il professor Stephen Powis, direttore medico nazionale per il Nhs. Entrambi i pazienti coinvolti "si stanno riprendendo bene", ha aggiunto. L'Mhrs, da parte sua, ricorda che “le strutture di rianimazione dovrebbero essere disponibili in ogni momento per tutte le vaccinazioni. La vaccinazione deve essere eseguita solo in strutture in cui sono disponibili misure di rianimazione".

Perché Londra ha somministrato il vaccino anti-Covid prima dell'Ue

L'episodio riaccende i dubbi sull'accelerazione impartita da Londra per somministrare il vaccino: le autorità britanniche, a differenza di quelle di Ue e Usa, hanno dato un'autorizzazione di emergenza, che prevede un percorso più rapido er la somministrazione dei farmaci. Bruxelles, invece, ha preferito attendere i risultati  dell'autorizzazione "condizionale", che è una strada più lunga, ma che, secondo la Commissione europea, "garantisce che la farmacovigilanza e i controlli sulla produzione delle partite di vaccini seguano una procedura giuridicamente stabilita e costantemente controllata", assicurando una più "elevata protezione del cittadino nel corso di una campagna massiccia di vaccinazione“. 

Stando alle ultime dichiarazioni dell'Ema, l'agenzia Ue del farmaco, il vaccino del duo americano-tedesco Pfizer/BioNTech verrà autorizzato il 29 dicembre, ossia circa 3 settimane dopo quanto avvenuto nel Regno Unito. Il tempo necessario ai fautori della Brexit, tra cui il premier Boris Johnson, di esultare per la vittoria della presunta efficienza amministrativa britannica sull'euroburocrazia. Uno spot tanto più utile visto il braccio di ferro finale tra Londra e Bruxelles sull'accordo che ridisegnerà i rapporti commerciali tra le due sponde della Manica. 

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