Lunedì, 27 Settembre 2021
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"Vaccinare i bambini? Lo deciderà la scienza", l'Ue respinge le accuse dell'Oms

La presidente della Commissione von der Leyen replica alle parole del capo dell'Organizzazione mondiale della sanità, il quale aveva definito la vaccinazione degli under 16 nei Paesi ricchi "una catastrofe morale"

Vaccinare i bambini contro il Covid-19 "non è una decisione politica" ma "è chiaramente una decisione scientifica basata su prove". Con queste parole la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha respinto le polemiche scaturite nei giorni scorsi dopo che l'Oms, per voce del suo leader, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva definito una "catastrofe morale" da parte dei Paesi ricchi dare priorità a una fascia considerata non a rischio mentre nei Paesi poveri persino gli operatori sanitari sono ancora in attesa di essere vaccinati.

Il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità era intervenuto dopo che gli Stati Uniti e il Canada hanno autorizzato la somministrazione del vaccino Pfizer/BioNTech ai bambini tra i 12 e i 15 anni. Ma lo stesso potrebbe fare a breve anche l'Ue, visto anche il maxi ordine di acquisto da 1,8 miliardi di dosi di Pfizer recentemente siglato. Un contratto che, ha spiegato la presidente della Commissione, dovrebbe servire a coprire i rischi derivanti da eventuali varianti, la probabile terza dose, e, per l'appunto, la vaccinazione dei minori. 

Sugli under 16, la palla, stando a quanto sostiene von der Leyen, è nelle mani dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco. Ma difficilmente l'Ema esprimerà una valutazione "politica" per usare le parole della stessa leader Ue: il suo ruolo è quello di valutare se un farmaco può essere somministrato o meno, e a quali categorie. In sostanza, l'Ema dirà se è sicuro o meno vaccinare i bambini. Ma come ha sottolineato l'Oms, la decisione se dare priorità a loro o consegnare le dosi ai Paesi poveri dove la vaccinazione è al palo, spetta ai governi.

Il dibattito in merito divide anche la scienza. Non vi è finora un consenso generale sull'utilità di vaccinare o meno i bambini contro il Covid. C'è chi sostiene che i Paesi che hanno raggiunto o raggiungeranno il 70% di copertura della popolazione adulta, dovrebbero preoccuparsi più dei rischi derivanti dalla diffusione del Covid fuori dai propri confini (e quindi aiutare chi è in ritardo) e non di una fascia d'età per cui il rischio è ridottissimo (e su questo, la scienza è d'accordo). Ma c'è anche chi, di contro, sostiene che seppur non corrono un rischio per se stessi, i bambini sono dei potenziali vettori d'infezione, soprattutto nei contesti scolastici.

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