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Astrazeneca, l'Ema smentisce la Germania: "Non identificati fattori di rischio" per gli under-60

Secondo l'Agenzia Ue, il vaccino anti-Covid della casa anglo-svedese è sicuro anche per la popolazione di età inferiore ai 60 anni. I casi di morti per trombosi "molto rari e insoliti"

Dopo la decisione della Germania di restringere l'uso del vaccino anti-Covid di Astrazeneca, riservandolo solo a chi ha più di 60 anni, oggi l'Ema, l'agenzia Ue del farmaco, ha pubblicato un nuovo parere sul medicinale della casa anglo-svedese in cui si escludono fattori di rischio per la popolazione under-60. "Al momento la revisione non ha identificato alcun fattore di rischio specifico, come l'età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione, per questi eventi molto rari. Un nesso causale con il vaccino non è dimostrato, ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso", scrive il Comitato per la sicurezza (Prac) dell'Ema.

L'Agenzia sta valutando "i casi molto rari e insoliti di coaguli di sangue associati a un basso numero di piastrine" che si sono verificati "in persone vaccinate con le dosi di AstraZeneca (ora chiamato Vaxzevria)", scrive l'Ema. Che aggiunge: "Le persone vaccinate devono essere consapevoli della remota possibilità che si verifichino questi tipi molto rari di coaguli di sangue. Se presentano sintomi indicativi di problemi di coagulazione come descritto nelle informazioni sul prodotto, devono rivolgersi immediatamente a un medico e informare gli operatori sanitari della loro recente vaccinazione", informa l'Agenzia europea.

 "Come comunicato il 18 marzo, l'Ema ritiene che i benefici del vaccino Astrazeneca nella prevenzione del Covid-19, con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di effetti collaterali". "Maggiori informazioni e consigli per gli operatori sanitari e il pubblico sono disponibili nelle informazioni sul prodotto del vaccino e nella relativa comunicazione diretta con gli operatori sanitari", spiega l'Ema.

La prossima raccomandazione dell'agenzia è prevista tra il 6 e il 9 aprile. Oltre al personale Ema, stanno partecipando alla valutazione sul vaccino Astrazeneca anche "esperti esterni indipendenti" inclusi "ematologi, neurologi ed epidemiologi", che "hanno discusso aspetti specifici" al fine di "identificare i fattori di rischio" associati alla somministrazione del vaccino.  L'Ema "continua a collaborare con le autorità nazionali degli Stati membri dell'Ue per garantire che vengano segnalati casi sospetti di coaguli di sangue insoliti". 

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