Domenica, 19 Settembre 2021
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Nel Regno Unito tornano le pinte ai pub e riaprono i negozi. E iniziano le vaccinazioni dei 40enni

Il Paese continua il suo cammino verso la normalità ma il premier Johnson chiede di “essere responsabili” e continuare a rispettare le regole per non vanificare i risultati raggiunti grazie anche alle dosi che sono state somministrate a oltre la metà della popolazione

Il Regno Unito inizia il suo cammino verso la normalità con la campagna di vaccinazione contro il coronavirus che continua spedita e il servizio sanitario nazionale che si appresta a convocare già da domani i quarantenni per la loro prima dose. Oggi è stato il primo giorno della riapertura di pub, ristoranti, barbieri, palestre e di tutti i negozi non essenziali a tre mesi dall'inizio del terzo lockdown deciso a gennaio da Boris Johnson. E questa volta la promessa del governo è che non si tornerà indietro, ma il premier ha chiesto a tutti di “comportarsi in maniera responsabile” e continuare a seguire le regole, per evitare una nuova crescita dei casi.

La gioia dei britannici

La gioia nel Paese però è incontenibile. Alcuni pub, con le restrizioni sugli orari che sono state eliminate, hanno addirittura aperto a mezzanotte per versare le prime pinte, alcuni barbieri e parrucchieri hanno ricevuto i primi clienti all'alba. Ovunque a Londra si vedono file di persone che attendono di entrare in un magazzino e quasi tutti i ristoranti hanno attrezzato tavoli all'aperto e i posti più popolari sono completamente prenotati per settimane, anche se il servizio all'interno dei locali è ancora vietato. Le celebrazioni ufficiali che erano state previste dal governo sono state rimandate perché il Paese sta rispettando dieci giorni di lutto nazionale per la morte del principe Filippo, il duca di Edimburgo, e Johnson ha anche rinunciato alla sua prima pinta al pub che avrebbe voluto bere proprio oggi. Oltre alla riapertura dei negozi sono state rimosse o allentate una serie di altre restrizioni. Anche le terme, gli zoo, i parchi a tema, le biblioteche e i centri comunitari possono accogliere i visitatori e i membri della stessa famiglia possono viaggiare liberamente in Inghilterra e soggiornare nelle strutture di accoglienza. Fino a 15 persone possono ora partecipare ai matrimoni, 30 possono partecipare ai funerali e i bambini possono partecipare a qualsiasi attività al chiuso. Dal 17 maggio poi si elimineranno anche altre restrizioni e sarà possibile incontrarsi anche al chiuso sia in casa che nei locali e ristoranti, secondo la tabella di marcia del governo dal 21 giugno potrebbe tornare la normalità.

L'economia respira

Non solo per la vita delle persone ma anche per l'economia del Paese la riapertura è un'ottima notizia. I dati ufficiali mostrano che il 2020 è stato l'anno peggiore per l'economia britannica da più di tre secoli con un calo del 9,8 per cento del prodotto interno lordo. Il gruppo di lobby dell'industria, il British Retail Consortium, ha stimato che i negozi della nazione abbiano visto sfumare 27 miliardi di sterline di vendite a causa dei tre lockdown, mentre solo nel 2020 sono stati persi 67mila posti di lavoro nella vendita al dettaglio. Circa 17.532 punti vendita di catene di negozi sono scomparsi dalle strade principali e dai centri commerciali del Regno Unito. Il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha messo in campo un mega bilancio da 352 miliardi di sterline per pagare gli stipendi ai lavoratori messi in furlough, la cassa integrazione, per sussidi di disoccupazione, aiuti ai lavoratori autonomi e alle imprese. Ma ora c'è bisogno che l'economia torno a camminare sulle sue gambe.

Le vaccinazioni

A dare speranza al Paese è la campagna di vaccinazione che ha avuto risultati strabilianti raggiungendo tutte le fasce più a rischio. Con il completamento della fascia dei cinquantenni adesso oltre 32 milioni di persone hanno avuto la prima dose e 7 milioni e 600mila anche la seconda. Più della metà della popolazione ha iniziato il suo cammino verso l'immunizzazione e le iniezioni insieme al lockdown hanno ridotto le morti di oltre il 95 per cento e i casi di oltre il 90 dal picco di gennaio. Il giorno 13 di quel mese i decessi furono 1.564 e i contagi 47.525, l'ultimo bollettino parla di 13 morti e 3.568 contagi. “La parola d'ordine deve essere però cautela, davvero. Non è chiaro esattamente quando o quanto sarà grande, ma penso che ci sarà inevitabilmente un piccolo rimbalzo nel numero di casi ora che le regole saranno rilassate ", ha detto il professor di Oxford Peter Horby, presidente del New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (Nervtag) a Times Radio, ricordando che “c'è ancora un gran numero di persone che non sono state infettate o vaccinate e quindi saranno a rischio". Al momento però i britannici posso cominciare a respirare un po' di libertà.

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