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Foto Ansa Riccardo Antimiani

Foto Ansa Riccardo Antimiani

Vaccinare l'80 per cento degli over 80 entro marzo: solo 5 Paesi Ue ci sono riusciti

La Commissione aveva fissato questo obiettivo tra i più vulnerabili da raggiungere entro il mese scorso, in Italia la percentuale si è fermata a poco più del 50 per cento. Bruxelles mette le mani avanti: "I vaccini ci sono, dipende dagli Stati decidere a chi somministrarli"

Cinque su ventisette. Per molti anziani europei, i primi tre mesi di campagna vaccinale Ue è stata una falsa partenza. Agli over 80, in particolare, era stata promessa la precedenza assoluta su tutte le altre fasce d’età, tanto che la stessa Commissione europea, in un documento adottato lo scorso 19 gennaio, si era posta il traguardo di vaccinare almeno l’80 per cento della popolazione di età superiore a 80 anni entro fine marzo, assieme alla stessa percentuale da raggiungere tra gli operatori del settore sanitario e dell'assistenza sociale. Un obiettivo raggiunto solo da cinque Stati membri: Malta (95%), Irlanda (94%), Svezia (88%), Finlandia (85%) e Portogallo (80%). La percentuale di italiani over 80 che hanno ricevuto almeno una dose si è invece fermata al 52 per cento. 

Anziani 'beffati' dai privilegiati

L’asticella è rimasta troppo alta per la larga maggioranza dei Paesi Ue, come certificato dal Centro europeo per la prevenzione delle malattie: in media, meno del 60 per cento dei cittadini europei over 80 ha ricevuto almeno una dose. Un insuccesso atteso da settimane e dovuto non solo ai noti ritardi nella consegna delle dosi da parte delle case farmaceutiche, ma anche dalla scelta di tanti Governi di iniziare a immunizzare anche una lunga serie di categorie che, per dirla alla Draghi, “vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale”, come ha dichiarato il presidente del Consiglio lo scorso 24 marzo in Senato. 

Le priorità di Roma

Fallito l’obiettivo, l’Unione si interroga su chi sia il responsabile. La Commissione si è chiamata fuori una settimana fa, annunciando a sorpresa il traguardo “confermato”. Cifre alla mano, Bruxelles ha garantito agli Stati “un sufficiente ammontare di dosi per coprire i bisogni di queste categorie”, ha detto Dana Spinant, portavoce dell’esecutivo Ue. A oggi, le dosi consegnate all’Italia risultano 14.136.480, mentre le somministrazioni sono all’incirca 11,2 milioni. Mettendo assieme il numero degli operatori sanitari e sociosanitari, il personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani e tutti gli italiani over 80 si arriva a un totale di 6.416.372 persone. Ciò significa che l’Italia avrebbe potuto vaccinare non solo l’80% prefissato dalla Commissione, ma il 100% delle categorie più vulnerabili. Roma ha invece preferito concentrarsi su altre fasce d’età. “Dipende dagli stati membri decidere a quali gruppi dare la priorità”, ha detto oggi un altro portavoce dell’esecutivo Ue. 

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