“Ustioni da caffè bollente durante il volo, compagnia aerea deve risarcire il passeggero”

La sentenza della Corte Ue addossa sul vettore la responsabilità degli incidenti anche in assenza di turbolenze o situazioni che abbiano messo a rischio la sicurezza delle persone a bordo

Un tavolino pieghevole difettoso o forse un semplice errore umano, magari dovuto a una turbolenza. Non è certa la dinamica dell’incidente che ha portato a gravi ustioni sul corpo di una passeggera minorenne durante un volo da Palma di Maiorca verso Vienna, operato da una compagnia aerea austriaca. Ma quest’ultima dovrà di certo risarcire i danni subiti dalla giovane e le spese mediche sostenute in seguito alle ustioni riportate durante il viaggio. È quanto ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea, che era stata interrogata dai giudici austriaci circa l’applicazione della Convenzione di Montreal, la disciplina internazionale sul trasporto aereo.

La vicenda durante il viaggio

Il padre della ragazza aveva chiesto un caffè al personale della compagnia austriaca Niki Luftfahrt. “Per ragioni rimaste ignote”, precisano i giudici Ue, il liquido bollente “le si è rovesciato addosso”. “La compagnia aerea è responsabile dei danni causati dal rovesciamento” hanno stabilito i giudici Ue, precisando che “non occorre che l'incidente sia derivato da un rischio inerente al volo”. 

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Le motivazioni della Corte

In seguito alla richiesta di risarcimento la compagnia aveva infatti negato la propria responsabilità, in quanto non esisteva “un rischio inerente al volo”. La Corte suprema austriaca ha quindi chiesto alla Corte Ue di precisare la nozione di “incidente”. Tale circostanza, secondo la Corte, “comprende tutte le situazioni che si producono a bordo di un aereo nelle quali un oggetto impiegato per il servizio ai passeggeri abbia prodotto lesioni personali ad un passeggero, senza che occorra acclarare se tali situazioni risultino da un rischio inerente al trasporto aereo”. Da qui il via libera al risarcimento dei danni subiti dalla ragazza.

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