Schiaffo dell'Europa a Trump, le sanzioni all'Iran saranno aggirate

Gli Usa le hanno imposte uscendo dal patto sul nucleare ma Francia, Germania e Regno Unito hanno messo in piedi un meccanismo per mettere a riparo le aziende Ue. Sull'accordo però è nato uno scontro tra Italia e Spagna

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif con l'Alto rappresentante ue Federica Mogherini - Foto Consiglio Ue

Se gli Stati Uniti di Donald Trump vogliono portare avanti la linea dura e le sanzioni contro l'Iran sono liberi di farlo, ma l'Europa è intenzionata continuare gli scambi con la repubblica islamica e a rispettare gli accordi sottoscritti nell'accordo sul nucleare con Teheran. Francia, Germania e Regno Unito hanno messo a punto un canale di pagamento chiamato 'Instex' (Instrument in Support of Trade Exchanges) che dovrebbe agevolare le transazioni finanziarie con l'Iran mettendo al riparo le imprese europee dopo il ripristino delle sanzioni statunitensi. La società, che avrà sede a Parigi, è destinata a preservare la parte economica dell'accordo sul nucleare concluso con l'Iran. Il veicolo finanziario speciale è stato presentato dal francese Jean-Yves Le Drian, il tedesco Heiko Maas e il britannico Jeremy Hunt durante una riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bucarest. Secondo il comunicato dei tre paesi, Instex inizialmente si concentrerà sui settori più essenziali per la popolazione iraniana, sostenendo il commercio di prodotti farmaceutici, attrezzature mediche e agroalimentare. Nel lungo periodo Instex vuole aprirsi a operatori economici di paesi terzi che vogliono avere rapporti commerciali con l'Iran. Secondo il comunicato pubblicato dai tre paesi, Intex funzionerà sulla base degli standard internazionali più elevati per quanto riguarda le norme anti-riciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo, nonché nel rispetto delle sanzioni Onu e Ue. L'Iran ora dovrà creare un'entità corrispondente. Francia, Germania e Regno Unito hanno sottolineato che l'operatività del veicolo finanziario è condizionata al rispetto da parte dell'Iran dell'accordo sul nucleare.

Il sostegno Ue

L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, ha espresso "forte sostegno” all'iniziativa affermando che “permetterà il legittimo commercio con l'Iran, come previsto dall'accordo sul nucleare" sottoscritto anche da Barack Obama ma da cui poi Trump si è sfilato. "L'Unione europea sostiene pienamente la totale attuazione dell'accordo sul nucleare con l'Iran per il semplice motivo che vediamo che funziona", ha spiegato Mogherini sottolineando che ci sono 13 report dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) secondo cui "l'Iran è pienamente conforme ai suoi impegni" e questo è "un elemento chiave" per la sicurezza nella regione. L'accordo sul nucleare con l'Iran, ha ricordato l'Alto rappresentante, ha anche un aspetto economico che deriva "dalla revoca delle sanzioni legate alle attività nucleari”. L'Ue “ha altre sanzioni in piedi, ma questa è un'altra storia" ha aggiunto.

L'Iran: "Primo passo"

Teheran ha celebrato la decisione che per il vice ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, è "il primo passo all'interno di una serie di impegni assicurati dagli europei all'Iran e che spero verranno pienamente attuati".

Lo scontro tra Spagna e Italia

Il meccanismo era stato al centro di una crisi diplomatica tra Italia e Spagna che ne stava bloccando l'attuazione, ma che sarebbe stata superata. Secondo quanto riportato dall'Adnkronos il nodo era il formato che si occupa del negoziato con l'Iran: non più E3 (Francia, Germana e Gran Bretagna), ma E4, con l'inserimento dell'Italia. Un inserimento per il quale Madrid avrebbe accusato l'Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini di favoritismo nei confronti del suo Paese di origine. La Spagna, hanno spiegato fonti all'agenzia, “non vuole che nel testo di conclusioni sia citato in alcun modo E4, perché sarebbe un riconoscimento del ruolo dell'Italia".

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Il formato dei negoziati

L'E4 è stato creato un anno fa per affrontare con l'Iran le crisi regionali come Siria e Yemen, non potendo utilizzare lo stesso formato del negoziato sull'accordo nucleare (E3+ Cina, Russia e Stati Uniti). “Il dialogo Ue con l'Iran su base regionale - ha scritto su Twitter Luca Giansanti, ex ambasciatore a Teheran ed ex direttore per gli Affari politici della Farnesina - non poteva avvenire con lo stesso formato dell'accordo sul nucleare. Inaccettabile per l'Iran. Il servizio diplomatico di azione esterna (Seas) ed E3 hanno chiesto all'Italia di aggiungersi e l'Iran ha accettato. Il formato Seas/E4 ha reso questo dialogo possibile". Nelle conclusioni del Consiglio Ue, ha affermato un diplomatico spagnolo citato dal sito Politico, “c'è un riferimento ad un gruppo di quattro Paesi che si suppone debba avere contatti sull'Iran con lo Yemen. Non possiamo accettare che il testo, che è un documento formale dell'Unione, una decisione formale, sostenga gruppi che non sono stati benedetti dai 28, che non hanno autorità nelle istituzioni dell'Unione".

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