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Martedì, 30 Novembre 2021
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Gli Usa aumentano le sanzioni contro il Nord Stream 2. Cingolani: "Il gasdotto farebbe scendere i prezzi"

La Casa Bianca continua a multare le persone e le aziende che lavorano all’opera. Ma in Europa è sempre più forte la convinzione che il costo dell’elettricità alle stelle potrebbe calare con il sì a Mosca

Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro il Nord Stream 2, il controverso progetto per la costruzione di un secondo gasdotto dalla Russia alla Germania pensato per bypassare i Paesi dell’Est Europa. L’opera sarebbe pronta ad entrare in funzione e gli operatori, a partire dalla russa Gazprom, aspettano solo l’ok di Berlino e Bruxelles per iniziare a pompare gas naturale. Persino l’andamento anomalo del prezzo del gas negli ultimi mesi sarebbe imputabile alla volontà della Russia di vedere il gasdotto in funzione al più presto. Ma dall’altra parte dell’oceano c’è chi la pensa in altro modo.  

Il dipartimento di Stato americano ha infatti annunciato di aver inviato al Congresso le liste delle aziende che andranno incontro alle nuove sanzioni. Tra loro c’è anche la Transadria Ltd., una delle imprese maggiormente coinvolte nel progetto. Contando le ultime misure restrittive, salgono a otto persone e diciassette entità legali i destinatari della sanzioni inflitte dalla sola amministrazione di Joe Biden a uomini e imprese legate al Nord Stream 2. 

In una nota, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha però rassicurato: “Anche se l'amministrazione continua a opporsi al gasdotto attraverso le sanzioni, continuiamo a lavorare con la Germania ed i nostri partner e alleati per ridurre i rischi rappresentati dal Nord Stream 2 all'Ucraina ed ai Paesi di confine di Nato e Ue”. 

La notizia delle nuove sanzioni ha suscitato differenti reazioni, anche da parte di tanti esponenti del mondo politico che preferiscono evitare di commentare direttamente la scelta di Washington. Tra questi c’è anche il ministro italiano della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che in un’intervista a Radio Capital ha ricordato che “il caro bollette dipende dall'aumento enorme del prezzo del gas: l’80 per cento dipende da questo e il 20 per cento dall'aumento del prezzo dell'anidride carbonica che viene prodotta in tutti i processi che bruciano carboni fossili” e che in Europa deve sottostare al sistema Ets di scambio e quotazione. “Ora la speranza è che nella seconda metà del prossimo anno il prezzo del gas scenda anche in concomitanza dell'apertura del Nord Stream 2”, ha aggiunto il ministro, “anche se i tedeschi sembrano mettere in dubbio la sua apertura”.

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