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Lunedì, 27 Giugno 2022
La crisi / Germania

Gli Usa avvertono la Germania: "Niente Nord Stream 2 se la Russia invade l'Ucraina"

Berlino finora ha cercato di aggirare le pressioni sul nuovo gasdotto. Mentre Washington promette forniture alternative da altri Paesi

Se Mosca invaderà l'Ucraina il gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania verrà bloccato. E' il monito lanciato dal portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, nel corso di un'intervista rilasciata nella notte all'emittente radiofonica Npr.

"Voglio essere molto chiaro: se la Russia in un modo o nell'altro invaderà l'Ucraina, il Nord Stream 2 non andrà avanti", ha detto Price, aggiungendo, senza entrare nei "dettagli", che gli Usa "lavoreranno con la Germania per garantire che (il gasdotto) non vada avanti". Anche l'ambasciatrice Usa in Germania, Emily Haber, è intervenuta sulla questione, confermando l'atteggiamento duro di Washington sulla questione. "Usa e Germania la scorsa estate hanno dichiarato congiuntamente che se la Russia userà l'energia come arma o se ci sarà un'altra violazione della sovranità dell'Ucraina, la Russia pagherà un prezzo alto", ha scritto Haber su Twitter, aggiungendo che anche il cancelliere Olaf Scholz e la ministra degli Esteri Annalena Baerbock anno saffermato che "niente verrà escluso dal tavolo, compreso il Nord Stream 2".

In realtà, la posizione del governo di Berlino non è così netta. Pressato dai giornalisti nel corso di un meeting con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, Scholz si è limitato a far capire, senza citarlo, che il progetto del Nord Stream 2 potrebbe rientrare tra le eventuali sanzioni a Mosca in caso di "intervento militare contro l'Ucraina". Nessun meccanismo automatico, insomma. Del resto, il nuovo gasdotto ha una valenza importantissima per la Germania, e non solo.

Costato 11 miliardi di dollari e costruito dal gigante russo Gazprom con partnership di aziende europee, anche italiane, il Nord Stream 2 potrebbe fornire carburante a basso costo a 26 milioni di case tedesche. Il progetto ha fatto parte dell'accordo politico di coalizione degli ultimi governi di Angela Merkel, e ha visto i socialdemocratici del Spd tra i principali fautori. Per il gasdotto si è speso un pezzo da novanta della politica tedesca, ossia l'ex cancelliere socialdemocratico Gerard Schroeder, che ha lavorato per Gazprom dopo aver abbandonato gli incarichi di partito. E adesso Scholz, che all'epoca di Schroeder era il portavoce del Spd, sembra aver raccolto il testimone, anche a costo di vincere le resistenza dei Verdi, che fanno parte della sua maggioranza.

Per portare avanti questo progetto, la Germania ha affrontato non pochi problemi dentro e fuori l'Ue. All'interno dell'Unione, in molti hanno contestato che mentre la Commissione europea raccomanda di ridurre la dipendenza dal gas di Paesi terzi come quello russo, Berlino abbia deciso di fare esattamente l'opposto, raddoppiando le sue scorte da Mosca. Inoltre, il gasdotto aggira la tradizionale via di transito attraverso l'Ucraina (e le sue tasse). Tra i grandi avversari di questo progetto ci sono poi gli Stati Uniti, che hanno cercato di bloccare l'opera anche con sanzioni mirate alle aziende operanti nella sua costruzione.

Per Washington, l'esigenza dei Paesi Ue di rifornirsi di gas a basso costo può essere soddisfatta attraverso altri canali, per esempio con il suo gas liquefatto. E proprio in questi giorni di tensioni sul fronte Ucraiano, gli Usa hanno fatto sapere di aver attivato colloqui con alcuni Paesi, come il Qatar e l'Australia, per favorire i rifornimenti di gas all'Europa in caso di problemi con la Russia. 

In tutto questo, perché il Nord Stream 2 parta bisogna attendere ancora il via libera delle autorità tedesche, che per il momento hanno sospeso la procedura di autocertificazione. Fino a poche settimane fa, l'impressione era che Berlino volesse usare la carta del gasdotto a suo favore, mostrando al mondo che proprio il Nord Stream 2 può essere un deterrente nei confronto delle mire militari della Russia. Se questa strategia dovesse funzionare, Scholz potrebbe spegnere le polemiche in patria e dentro l'Ue, e disinnescare le pressioni degli Usa, facendo segnare una prima importante vittoria per la sua leadership. Il problema è che anche dall'altra parte dell'Atlantico c'è un leader alla ricerca di consensi: la crisi ucraina potrebbe essere un'opportunità per Joe Biden Ma anche un pericoloso scacco.      

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