Ursula, presidente della Commissione che vuole un’Europa unita, armata e con famiglie arcobaleno

Medico, madre di sette figli e ministra in tutti i Governi Merkel. Ecco chi è von der Leyen, la donna scelta per prendere il posto di Juncker

Per la prima volta è stata scelta una donna per guidare la Commissione europea. Durante il summit “conclave” a Bruxelles tra i ventotto leader dei Paesi Ue, per superare la fase di stallo che durava da giorni è stata estratta dal cilindo la mossa vincente: la candidatura di Ursula von der Leyen, ministra della Difesa del Governo tedesco. La politica sessantenne madre di sette figli, nata e cresciuta a Bruxelles, è la scelta del Consiglio europeo per la successione a Jean-Claude Juncker. È medico e parla fluentemente francese e inglese, oltre alla sua lingua madre - il tedesco. La sua candidatura nelle ultime ore ha scavalcato quella di altre due donne, la bulgara Kristalina Georgieva e la danese Margrethe Vestager.

La lady di ferro europeista

Considerata da molti una “lady di ferro”, von der Leyen è abituata a sgretolare tabù. Non solo sarà la prima donna presidente della Commissione europea ma è stata anche la prima donna titolare del dicastero della Difesa in Germania. In passato si è anche distinta per le posizioni progressiste in materia di salario minimo e adozione per le coppie omosessuali. Una democratica cristiana sui generis, favorevole alle famiglie arcobaleno e agli Stati Uniti d’Europa. Sogna anche un esercito europeo, che faccia dell’Ue una superpotenza armata. “Se non i miei figli, i miei nipoti vivranno negli Stati Uniti d’Europa”, disse nel 2015 attirandosi complimenti e antipatie.

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Il Ppe in difficoltà

Per anni è stata considerata la delfina di Angela Merkel, per via della sua partecipazione in tutti e cinque i Governi guidati dalla cancelliera. Ma mentre a Bruxelles i governi trovavano un consenso sulla sua candidatura, sono iniziati i malumori a Strasburgo. Von der Leyen viene infatti vista nel Partito popolare come una personalità di “sinistra” all’interno dei cristiano democratici tedeschi. Punti di forza nelle trattative coi liberali e socialisti, che diventano tallone d’Achille nella partita tutta interna al Ppe. La formazione dei centrodestra, egemone in Parlamento europeo per oltre trent’anni, è stata azzoppata dai recenti risultati elettorali. E si trova a fare i conti non solo con i rivali di sempre del Partito socialista, ma anche con le forze premiate dalle urne: liberali e verdi alla loro sinistra, sovranisti e anti-Ue alla loro destra. Per ottenere la fiducia in Parlamento von der Leyen avrà bisogno che i suoi stessi colleghi di partito accettino di cedere un pezzo d’identità per mantenere la presidenza della Commissione aprendole così le porte del palazzo Berlaymont.

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