Lunedì, 25 Ottobre 2021
Lobby nera

Chiede fondi "black" per il partito, ma un video lo inguaia: chi è Carlo Fidanza, l'uomo di Meloni a Bruxelles

Dopo l'inchiesta di Fanpage, M5s e Pd chiedono le dimissioni del capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Ue. Lui intanto si autosospende

Nel video che sta facendo il giro del web (e non solo), si vede un politico di spicco che dice di voler restare "limpido" per "almeno 1 anno e mezzo" visto che "si gioca la carriera". E per questo spiega a un sedicente ricco industriale come far arrivare al suo partito fondi "black", non "ufficiali" per la campagna elettorale del suo partito. Peccato che l'industriale in realtà sia un giornalista di Fanpage, il quale, armato di telecamera nascosta, ha ripreso l'incontro, pubblicandolo per l'appunto in una inchiesta online. E adesso proprio questo video potrebbe complicare l'ascesa di Carlo Fidanza, classe 1976, capo della delegazione dei deputati di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, nonché braccio destro di Giorgia Meloni in Europa.

È lui il politico che nell'inchiesta di Fanpage spiega il presunto meccanismo di finanziamento "black" della campagna elettorale di una candidata di Fratelli d'Italia al Comune di Milano, "Chiara Valcepina detta Valpecina detta Valce". Lo fa dall'alto del suo ruolo di 'ambasciatore' di FdI al Parlamento europeo, dove arrivò giovanissimo nel 2009, per poi essere rieletto eurodeputato nel 2019 dopo una breve parentesi alla Camera. Un fedelissimo della prima ora per Giorgia Meloni, con cui condivide il passato da militante di Azione giovani, il movimento giovanile del partito Alleanza nazionale. È da presidente provinciale di Azione giovani a Milano che Fidanza comincia la sua carriera nelle istituzioni: prima consigliere del Municipio 5 di Milano e poi assessore al Comune di Desio (Brianza). Nel 2006 è eletto consigliere comunale a Milano in Alleanza nazionale.

Passa al Pdl nel 2008 e viene eletto parlamentare europeo nel 2009, ad appena 33 anni. Quattro anni più tardi lascia il Pdl e il gruppo europeo di cui faceva parte, il Ppe. C'è da fondare un nuovo partito con Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, che aderisce subito al partito dei conservatori e riformisti, l'Ecr, all'epoca guidato dai Tories britannici. Nel 2014, si ricandida alle Europee, ma non viene rieletto, non tanto per demeriti suoi, quanto per il brutto risultato di FdI, che non riesce a superare la soglia di sbarramento. Fidanza, però, non si dà per vinto e comincia a lavorare alla riscossa del suo nuovo partito. Tra gli impegni da componente dell'ufficio di presidenza di FdI e un incarico da Commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la promozione turistica della Liguria, Fidanza non abbandona l'ambito europeo e viene nominato nel Comitato Ue delle Regioni, in quota Ecr.

Video di Veronica Altimari - RomaToday

Il lavoro dietro le quinte viene premiato: nel 2018, Fidanza viene eletto alla Camera. Ma è l'Europa la sua passione, e appena un anno dopo lascia Montecitorio per tornare al Parlamento europeo. Qui diventa capo della delegazione di FdI, che anche se in minoranza rispetto al nuovo partito leader del gruppo, ossia il PiS polacco, riesca a diventare un asse portante dell'Ecr. Non a caso, Meloni diventerà poco dopo presidente del partito europeo dei conservatori, mentre Fidanza è membro del bureau che guida il gruppo a Bruxelles e Strasburgo. 

Da capo delegazione, si è contraddistinto in questi anni per le battaglie a difesa del made in Italy, dei valori della famiglia (in opposizione alle risoluzioni del Parlamento a favore di maggiori diritti per la comunità Lgbt), ma anche del governo polacco, guidato dagli alleati del PiS, e di quello ungherese di Viktor Orban, finiti come è noto nel mirino della Commissione Ue sulla questione dello stato di diritto. Proprio queste sue battaglie, e le relazioni internazionali intessute negli anni, hanno fatto pensare a una sua possibile "promozione" a ministro in un'eventuale governo di centrodestra, tanto più se guidato da Meloni. Non a caso, nel video di Fanpage, Fidanza parla di un appuntamento importante per la sua carriera fra "1 anno e mezzo", ossia quando dovrebbe tenersi le elezioni politiche in Italia. 

Un appuntamento che rischia però di mancare a causa dell'inchiesta di Fanpage. Il Movimento 5 stelle e il Partito democratuco hanno chiesto le sue dimissioni da eurodeputato. La sua leader, per ora, sospende giudizi e contromisure: "Chiedo ufficialmente a Fanpage di darmi l'intero girato di questo lavoro di tre anni perché chiaramente sono una persona molto rigida su diverse materie" e "sono pronta a prendere tutte le decisioni necessarie quando ravviso delle responsabilità reali", ha detto Meloni. "Però non giudico e valuto un dirigente che conosco da più di 20 anni - ha aggiunto parlando di Fidanza - Sono rimasta colpita nel vederlo raccontare così, sulla base di un video curiosamente mandato in onda a due giorni dal voto". A togliere le castagne dal fuoco alla leader, almeno per il momento, è stato lo stesso Fidanza, che ha annunciato l'intenzione di autosospendersi dal partito: "Mai estremista e mai avuto finanziamenti illeciti", ha detto. 

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