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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Guerra Russia-Ucraina

Nel Regno Unito boom di uomini single che si offrono per ospitare donne ucraine

L'Agenzia Onu per i rifugiati teme abusi e chiede al governo di Londra di intervenire. Le Ong criticano il nuovo programma che aiuta le profughe a trovare casa: “Come Tinder per lo sfruttamento sessuale”

Fare chiarezza tra cosa è solidarietà e quali sono invece offerte fatte con secondi fini. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (l’Unhcr) ha chiesto al governo di Londra di intervenire per impedire che le donne sole in fuga dall’Ucraina finiscano nelle case dei tanti uomini britannici single che si stanno offrendo volontari per ospitarle, in numeri troppo elevati e che destano quindi qualche sospetto. L’agenzia Onu teme che dietro all’improvvisa ondata di solidarietà si nasconda un forte rischio di sfruttamento sessuale per le profughe.

Mentre gli uomini sono obbligati a restare in Ucraina dalla legge marziale, oltre 4,6 milioni di persone - in larga maggioranza donne e bambini - hanno abbandonato il Paese invaso per scappare verso l’Europa. Il Regno Unito nelle prime settimane della guerra era finito sotto accusa per aver accolto meno di 15 mila rifugiati, mentre altri Stati Ue avevano aperto le porte a centinaia di migliaia di persone. Il governo britannico aveva poi lanciato una campagna di accoglienza massiccia e attivato il nuovo servizio online Homes for Ukraine che serviva ad ‘abbinare’ chi cerca una casa per stare al sicuro e chi è disposto a offrire un letto alle persone in fuga dalla guerra. Migliaia di persone nel paese avevano offerto il loro aiuto nel primo giorno del lancio dello schema, facendo addirittura andare in tilt il sito.

L’ingresso nel Paese viene agevolato a chi ha già uno sponsor, cioè qualcuno che si offre volontario per accogliere una o più persone a casa propria per almeno sei mesi. Ma in molti casi, a quanto emerge dalle prime testimonianze, l’ospitalità viene offerta da uomini single alle sole donne che scappano dal conflitto. Una 32enne ucraina che stava cercando una sistemazione nel Regno Unito ha affermato di aver ricevuto diversi messaggi da parte di uomini britannici. La rifugiata ha raccontato al Guardian di essere stata avvicinata “da un signore più anziano di Londra che mi ha proposto di condividere una camera da letto con lui. Mi ha chiesto se mi andava bene”.

Il Sunday Times ha riportato la testimonianza di una giornalista che, fingendosi una donna ucraina di 22 anni, ha pubblicato un messaggio sul più grande gruppo Facebook per ucraini in cerca di ospitalità del Regno Unito. La donna è stata inondata di messaggi inappropriati. Diversi uomini si sono poi offerti come sponsor mentendo sul fatto di avere molte camere da letto nelle loro case, mentre un altro ha proposto di condividere un letto solo, scrivendo: “Ho un letto grande. Potremmo dormire assieme”.

Secondo l'attivista di Refugee Action Louise Calvey, il programma Homes for Ukraine rischia di diventare una specie di “Tinder per lo sfruttamento sessuale”. I principali enti di beneficenza per i rifugiati hanno espresso le loro preoccupazioni sul programma in una lettera a Michael Gove, il ministro responsabile.

L’Unhcr ha quindi affermato che sono necessarie adeguate misure di salvaguardia e di controllo contro lo sfruttamento, nonché un sostegno adeguato per gli sponsor che ospitano in casa chi scappa dalla guerra. L’agenzia Onu “ritiene che si potrebbe mettere in atto un processo di abbinamento più appropriato garantendo che le donne e le donne con bambini siano abbinate a famiglie o coppie, piuttosto che a uomini single”, si legge in una nota. “L'abbinamento fatto senza un'adeguata supervisione può portare ad aumentare i rischi per le donne” che già si trovano a dover affrontare “il trauma dello sfollamento, della separazione dalla famiglia e della violenza già vissuta”.

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