Uno in esilio, l'altro in carcere, come eleggere il nuovo presidente della Catalogna? La mediazione basca

Puigdemont a Bruxelles e Junqueras nelle patrie galere. I leader dei due partiti del blocco indipendentista hanno vinto le elezioni ma se le accuse della giustizia spagnola non cadranno, non potranno guidare il nuovo esecutivo della Generalitat

EPA/STEPHANIE LECOCQ

Uno in esilio e l'altro in carcere. I due candidati a diventare Presidente della Generalitat, pur usciti vincitori dalle urne, assai difficilmente potranno prendersi la poltrona più ambita della Catalogna. Gli esperti di diritto sono al lavoro per capire si Carles Puigdemont potrà essere investito o con un permesso speciale, come assicura il cattedratico Joan Vintrò, o a distanza, rimanendo a Bruxelles. Discorso più semplice, ma non per questo investitura a portata di mano, per Oriol Junqueras. Per dargli la Generalitat i giudici dovrebbero scarcerarlo, cosa che per il momento non appare all'ordine del giorno. 

La mediazione basca

Gli esperti di diritto non sono però gli unici a muoversi. A farlo è anche la diplomazia, per mano del lehendakari, il presidente dei Paesi baschi Íñigo Urkullu. Urkullo si era già messo di mezzo tra Madrid e Barcellona quando, subito dopo l'attivazione dell'articolo 155, aveva chiesto al premier Mariano Rajoy di sospendere la misura proponendo in cambio a Puigdemont di convocare le elezioni, cosa poi fatta dal Presidente del governo. Allora la manovra non aveva funzionato, ora però la situazione, tornando al punto di partenza, è, paradossalmente cambiata ed è comunque necessario fare qualcosa per smuovere le acque o almeno le parti. 

Secondo la cupola del PNV, il Partito nazionalista Vasco di Urkullo, il risultato delle elezioni di giovedì mostra che la strategia di Rajoy deve cambiare e che, come riporta il diario on line El Diario.es "l'articolo 155 non è servito a nulla: ha portato ad una fotografia politica uguale a quella di due anni fa, dopo tutti i conflitti vissuti da allora. Se la foto elettorale è la stessa è chiaro - riassumono i baschi - che bisogna affrontare il conflitto politico catalano in maniera diversa". A partire dall'elezione del Presidente regionale. 

Immunità in cambio di non indipendenza unilaterale

Sul piatto ci sarebbe l'idea, questa volta, di barattare un impegno da parte di Madrid di non incarcerare Puigdemont, permettendogli quindi di tornare in Patria e di essere eletto, e, dall'altro lato, quello del governo catalano, di non dichiarare più in via unilaterale l'indipendenza. Vedremo se la pista basca darà i suoi frutti, ma, anche questa volta, appare un cammino diplomatico tutto in salita.

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