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Nell'Unione europea abusi sessuali su 2,5 milioni di ragazze sotto i 15 anni

La denuncia in uno studio dell'Unicef sulla violenza sui minori: “Un fenomeno che non risparmia nessuno e non conosce confini”

Gli abusi sessuali e la violenza contro i bambini, soprattutto le bambine, in casa, nelle scuole e nelle comunità sono un problema molto serio, purtroppo anche in Europa. Nei 28 Paesi membri dell'Ue 2,5 milioni di ragazze al di sotto dei 15 anni hanno denunciato violenze sessuali o abusi. Lo rivela uno studio dell'Unicef secondo cui un numero incredibile di bambini, alcuni di appena un anno, starebbero subendo violenze spesso da parte proprio di coloro che sarebbero chiamati a prendersi cura di loro.

"La violenza contro i bambini non risparmia nessuno e non conosce confini", ha affermato il capo della protezione dell'infanzia dell'Unicef Cornelius Williams. "Tra bambini che vengono presi a schiaffi, ragazze e ragazzi forzati a compiere atti sessuali e adolescenti uccisi nelle loro comunità il danno inflitto ai bambini in tutto il mondo è davvero preoccupante", ha aggiunto.

Il report denuncia che i bambini subiscono violenza in tutte le fasi dell'infanzia, nelle case, nelle scuole e in altre situazioni. Secondo lo studio dell'organizzazione tre quarti dei bambini dai 2 ai 4 anni del mondo, circa 300 milioni, subiscono aggressioni psicologiche o anche fisiche dai loro genitori o tutori. Sei bambini di un anno su 10, in 30 Paesi su cui si sono potuti raccogliere dati sufficienti, sono soggetti a forme di disciplina violente su base quotidiana. E la violenza a volte viene dagli stessi giovani, che evidentemente seguono esempi sbagliati che ricevono in casa: circa 3 su 10 adolescenti in 39 paesi tra Europa e Nord America (circa 17 milioni) hanno ammesso di bullizzare alcuni compagni.

Per questo l'Unicef chiede ai governi di intraprendere azioni volte a sconfiggere questo terribile fenomeno. Nello specifico l'organizzazione chiede di adottare piani nazionali coordinati, politiche volte a cambiare i comportamenti dei genitori e di eliminare i fattori che spesso creano il disagio che poi può sfociare in violenza, come ad esempio le ineguaglianze sociali, la mancanza di una corretta educazione ma anche servizi insufficienti per il supporto alle vittime. L'Unicef chiede poi di rendere più difficile l'accesso alle armi, di creare servizi sociali con personale specializzato in questo tipo di problematiche e di educare le famiglie a riconoscere le violenze e a denunciarle.

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