Sabato, 25 Settembre 2021
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Russia e Bielorussia verso l'unione economica, e puntano anche a quella politica

Lukashenko parla di “svolta” dopo aver concordato con Putin una roadmap per creare un mercato unico tra le due nazioni. Il sostegno di Mosca è indispensabile per Minsk e ora l'influenza del Cremlino sarà anche maggiore che in passato

Un Mercato unico o forse, in un certo senso, un ritorno ai tempi dell'Unione sovietica. La Russia di Vladimir Putin e la Bielorussia di Alexander Lukashenko hanno deciso di rendere ancora più stretti i loro rapporti aumentando l'integrazione delle due nazioni armonizzando le politiche macroeconomiche, istituendo misure fiscali e doganali comuni e creando un mercato unificato del petrolio e del gas. I due leader si sono incontrati questa settimana e hanno approvato una tabella di marcia in 28 punti che dovrebbe aumentare l'influenza di Mosca su Minsk, e che potrebbe portare un giorno a una maggiore integrazione anche politica.

La svolta

"Questa sarà veramente una svolta, una svolta in diversi campi", ha detto Lukashenko, aggiungendo che il pacchetto potrà essere adottato al più alto livello alla fine di ottobre. Putin ha annunciato anche che la Russia fornirà al suo alleato circa 630-640 milioni di dollari in prestiti entro la fine del 2022 e, come se non bastasse, si è impegnata a lasciare invariati anche i prezzi del gas naturale per la Bielorussia agli attuali 128,5 dollari per 1.000 metri cubi nel 2022. "E non indicizzeremo nemmeno il prezzo della Bielorussia in termini di inflazione del dollaro, anche se è significativo", ha detto Putin. A detta del presidente i due Paesi attualmente stanno lavorando sull'integrazione economica ma poi discuteranno anche una potenziale integrazione politica.

Il sostegno di Mosca a Lukashenko

La Russia, che vede l'ex repubblica sovietica di 9,5 milioni di abitanti come un cuscinetto strategicamente importante per il suo rapporto con l'ovest, ha contribuito a mantenere Lukashenko al potere con prestiti e sostegno politico nel corso di tutti questi anni. Tale sostegno è stato fondamentale per affrontare le proteste dello scorso anno, che sono state ampiamente considerate come la più grande sfida dei suoi 27 anni di governo, con l'opposizione che era riuscita a organizzare imponenti manifestazioni di piazza allo scopo di ribaltare il risultato delle elezioni che erano state definite truccate. Gli Stati Uniti e l'Europa hanno imposto sanzioni al governo di Lukaschenko per il modo in cui ha represso le voci di opposizione, ma il Cremlino non gli ha fatto mai mancare il suo sostegno.

Esercitazioni militari comuni

Sempre questa settimana le due nazioni hanno dato il via alle esercitazioni militari Zapad-2021, in cui si stima che decine di migliaia di truppe bielorusse e russe parteciperanno a manovre pianificate ai confini dell'Europa. Mosca ha affermato che fino a 200mila soldati vi avrebbero preso parte, ma si pensa che il numero potrebbe essere gonfiato. Si tratta comunque di una esercitazione strategica che ha solo una natura difensiva, ha assicurato il ministero della Difesa russo. Il vice ministro della Difesa russo, Nikolai Pankov, ha spiegato che Zapad-2021 "mira a insegnare alle truppe come condurre una guerra moderna e ad aumentare la compatibilità operativa dei comandi militari delle forze degli alleati e degli stati alleati", secondo quanto riporta Interfax.

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