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L'Unione doganale compie 50 anni, l'addio ai controlli delle merci alle frontiere nel 1968

Ogni anni nelle frontiere esterne dell'Ue transitano circa 2,4 miliardi di tonnellate di merci, il 16% del commercio mondiale, per un valore di 3,5 trilioni di euro. Bruxelles: "Un pilastro del Mercato unico"

Sono ormai cinquant'anni che lo scambio di merci all'interno dell'Unione europea può avvenire senza bisogno di controlli alle frontiere. Nel 1968 fu stabilita l'Unione doganale in quella che allora si chiamava ancora Comunità economica europea, la Cee, e comprendeva soltanto sei Paesi: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti, e di merci tra i confini. In questi 50 anni l'Unione doganale “si è trasformata in una pilastro del nostro mercato unico, tutelando le frontiere dell'Ue e proteggendo i nostri cittadini da merci vietate e pericolose, come armi e stupefacenti, e favorendo inoltre una costante crescita della quota del commercio mondiale”, rivendica la Commissione in una nota in cui sottolinea come nel 2017 le dogane abbiano trattato il 16% del commercio mondiale, circa 2,4 miliardi di tonnellate di merci per un valore di 3,5 trilioni.

Secondo i calcoli di Bruxelles ogni minuto sono importati ed esportati 4.5 tonnellate di beni per un valore di 6,6 milioni di euro. Ogni anno, grazie agli oltre 114mila agenti doganali che lavorano 24 ore su 24 negli aeroporti, nei valichi di frontiera, nei porti, negli uffici doganali interni o nei laboratori vengono controllati 1.800 milioni di tonnellate di carghi navali e 20 milioni di quelli aerei e in tutto sono stati raccolti 25 miliardi di tariffe nel solo 2016. Grazie ai controlli doganali non si raccolgono solo dazi, ma si impedisce anche l'ingresso nell'Unione di merci non desiderate. Sono state bloccate ad esempio 299 tonnellate di droga, 4,6 miliardi di sigarette di contrabbando e oltre seimila armi da fuoco nonché 41 milioni di beni contraffatti.

L'unione doganale, inizialmente prevista dal trattato di Roma, che diede vita alla Cee nel 1958, nel 1968 ha abolito i dazi riscossi alle frontiere fra gli Stati membri. Oggi è diventata un'area commerciale unica in cui tutte le merci possono circolare liberamente, siano esse prodotte nell'Ue o al di fuori. Il dazio sui beni provenienti dall'esterno è di norma pagato all'entrata nell'Unione nelle dogane dei Paese di ingresso. La gestione di queste tariffe è però centralizzata. Per garantire il buon funzionamento della zona doganale unica, gli Stati membri si avvalgono di un insieme comune di norme, fondato sul cosiddetto codice doganale dell'Unione che, aggiornato nel 2013 e applicato dal 2016, costituisce il sistema che regola come trattare l'importazione, l'esportazione e il transito dei prodotti.

L'uscita dall'Unione doganale da parte del Regno Unito è uno dei punti più delicati delle trattative sulla Brexit. Londra vuole abbandonarla per riacquistare la capacità di stringere autonomamente accordi commerciali con gli altri paesi del mondo, cosa che non possono fare gli Stati membri dell'Unione che invece delegata a Bruxelles le trattative commerciali. Ma una sua uscita vorrebbe dire ristabilire controlli alla frontiera tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord, mettendo a rischio così il processo di pace. Theresa May sta provando a trovare un modo per evitare il ritorno dell'hard border, ma fino ad ora non è stata presentata alcuna proposta convincente.

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