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Martedì, 27 Settembre 2022
Lo scontro

Bruxelles blocca i fondi Ue dell'Ungheria: "Preoccupati per come li usa"

Per la prima volta, la Commissione avvia il meccanismo sullo stato di diritto. Il governo Orban accusato di non fare abbastanza per proteggere gli appalti dalla corruzione

La Commissione europea ha sospeso l'erogazione dei fondi Ue all'Ungheria come sanzione per le ripetute violazioni dello stato di diritto del Paese. Lo ha annunciato il vicepresidente dell'esecutivo Ue Margaritis Schinas. La sospensione è prevista dal nuovo meccanismo di condizionalità, che finora non era mai stato utilizzato da Bruxelles. 

La misura nei confronti di Budapest era attesa da mesi, ma, complici anche le elezioni ungheresi che hanno riconsegnato il governo per la quarta volta di fila a Viktor Orban, la Commissione aveva resistito alle pressioni provenienti da più parti, a partire dal Parlamento europeo, e aveva rinviato la decisione.

Il meccanismo sullo stato di diritto prevede il blocco dei pagamenti a un Paese membro in caso di rischi sul loro utilizzo da parte delle autorità pubbliche. Anche la Polonia è da tempo nel mirino dell'Ue. Nel caso ungherese, ci sarebbero "serie preoccupazioni" da parte della Commissione, stando a quanto reso noto da fonti di Bruxelles: i dubbi riguarderebbeo il modo in cui l'Ungheria assegna gli appalti pubblici, e gestisce controlli e verifiche sull'utilizzo dei fondi europei. Budapest sarebbe accusata di mancanza di trasparenza e di ostacolare indagini e azioni penali efficaci per prevenire o colpire le frodi. Queste preoccupazioni, affermano le fonti, sono state "ignorate" per oltre un decennio, ossia da quando Orban è tornato a al potere. 

Il leader ungherese è stato accusato da ong e inchieste giornalistiche di aver progressivamente eroso lo stato di diritto nel Paese, e di aver consolidato il suo potere gestendo i generosi fondi Ue per alimentare clientele e parenti. Orban ha sempre respinto tali accuse, ma i suoi rapporti con la leadership del Partito popolare europeo (Ppe), che a sua volta tiene le redini della Commissione Ue; si sono via via deteriorari. Uscito dal Ppe con tutto il suo partito (Fidezs), Orban ha perso quell'appoggio politico di cui ha potuto godere per anni, e che, per stessa ammissione di fonti vicine alla Commissione, ha portato Bruxelles a chiudere più di un occhio sulle "continue violazioni" nella gestione dei fondi europei da parte di Budapest.

Ora, la resa dei conti. Tra l'altro nel pieno delle tensioni internazionali provocate dalla guerra in Ucraina, che hanno visto Orban mantenere un filo diretto con Vladimir Putin in rotta con la linea del resto dell'Ue, a partire dalla Polonia, fino a poco tempo fa alleata di ferro dell'Ungheria nelle battaglie contro l'establishment di Bruxelles. Orban, dunque, sembra più isolato all'interno del blocco. La sanzione della Commissione, per entrare in vigore, dovrà essere votata da almeno il 55% dei Paesi membri, che rappresentano almeno il 65% della popolazione europea. 

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