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Martedì, 27 Settembre 2022
Stato di diritto / Ungheria

Orban raddoppia lo stato di emergenza: stavolta per la guerra in Ucraina

Non solo sulla sanità: ora il governo potrà aggirare il parlamento anche sulle scelte connesse al conflitto scatenato dalla Russia

In Ungheria torna lo stato d'emergenza, anzi raddoppia. Ma stavolta il Covid-19 non c'entra: a preoccupare il premier Viktor Orban è la guerra in Ucraina.

Il governo ungherese ricorrerà nuovamente a questa formula legale, nonostante il fatto che un altro stato di emergenza sia già in vigore da due anni a causa della pandemia. Secondo gli esperti è l’ennesima dimostrazione dell’erosione della democrazia nel Paese. Lo stato di emergenza significa che il governo può emettere decreti relativi alla questione (in questo caso, la guerra) senza consultare il Parlamento. Per il capo del governo ungherese, la guerra in Ucraina non è solo una minaccia per il rischio fisico che comporta, ma anche perché dal suo scoppio la fornitura di elettricità e persino la sicurezza finanziaria dell'economia sono state messe in pericolo quasi in tutto il mondo.

"La guerra e le sanzioni di Bruxelles hanno portato a turbolenze economiche e a un drastico aumento dei prezzi. Il mondo è sull'orlo di una crisi economica", ha avvertito Orbán in un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook. Secondo il primo ministro il Paese "deve stare fuori dalla guerra, proteggere la sicurezza delle famiglie, e per questo è necessario un margine di manovra".

Poco prima dell'annuncio, il Parlamento ungherese aveva approvato un emendamento costituzionale che consente di dichiarare lo stato di emergenza "a causa di un conflitto". Il governo di Orban deve fare i conti con le conseguenze della guerra in Ucraina, con un'inflazione annua del 9,5 per cento e con un deficit di bilancio che si è gonfiato nel primo trimestre a causa di un eccesso di spesa preelettorale oltre a dover evitare un netto rallentamento dell'economia, spiega Reuters. Il primo ministro è stato accusato di “aver eroso le libertà democratiche in Ungheria da quando è salito al potere nel 2010 e di aver utilizzato le risorse statali per consolidare il proprio potere”.

La dichiarazione dello stato di emergenza arriva dopo che Orban ha inviato al presidente del Consiglio europeo Charles Michel una lettera in cui chiedeva che l'embargo petrolifero russo non venisse discusso al prossimo vertice straordinario dei capi di Stato dell'Ue. Secondo un portavoce del governo ungherese, Orban ha detto a Michel che Budapest non può sostenere le sanzioni contro Mosca senza garanzie sui finanziamenti per trovare forniture alternative.

Dall'inizio della guerra, l'Ungheria si è rifiutata di inviare armi all'Ucraina perché non vuole essere coinvolta nel conflitto ed è stata tra i pochi Paesi europei a opporsi a un veto dell'Ue sull'energia russa. Inoltre, questo nuovo stato di emergenza arriva appena una settimana prima della fine del precedente stato di emergenza approvato dal governo due anni fa sulla scia della pandemia di coronavirus. Oltre a quello varato per la crisi sanitaria nel Paese dell'Europa centrale è in vigore dall'autunno 2015 lo stato di emergenza per la migrazione di massa, introdotto durante la crisi dei rifugiati e mantenuto nonostante il numero di migranti entrati in Ungheria sia diminuito drasticamente già alla fine dello stesso anno.

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