L'Ungheria apre le porte a 280 richiedenti asilo e sbarra le strade con la Serbia

In seguito a una sentenza della Corte di giustizia Ue, Budapest non può mantenere i migranti ai confini in attesa della risposta sulla domanda di rifugio. Orban risponde accogliendo chi vive ancora alla frontiera, ma chiudendo i due punti d'accesso ai futuri arrivi

Il Governo ungherese ha annunciato la chiusura delle zone di transito di Roszke e Tompa, al confine meridionale con la Serbia, dove i richiedenti asilo vengono lasciati in attesa di risposta sulla propria domanda. L'annuncio è arrivato dopo che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che i richiedenti asilo non possono essere detenuti per più di 28 giorni nelle zone di transito. Alcuni dei richiedenti asilo alla frontiera serbo-ungherese sarebbero stati trattenuti fino a 400 giorni.

La posizione di Budapest

Il capo di gabinetto del premier Viktor Orban, Gergely Gulyas, ha annunciato che 280 richiedenti asilo ancora presenti alla frontiera saranno spostati in un centro di accoglienza all'interno del Paese. Il rappresentante del Governo nazionalista ha dichiarato che l’esecutivo di Budapest non è d'accordo con la sentenza della Corte Ue. Ma, ha aggiunto, “siamo obbligati a rispettare le sentenze e l'Ungheria lo farà”. “Abbiamo deciso di abolire anche la zona di transito in senso fisico”, ha poi sottolineato il funzionario ungherese. In futuro coloro che faranno richiesta di asilo in Ungheria dovranno presentare le domande alle ambasciate magiare presso i Paesi extra-Ue. “La protezione delle frontiere esterne è un problema che l'Ungheria non vuole e non ammette”, ha affermato Gulyás.

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Le accuse di maltrattamento sui migranti

Il Governo ungherese si è trovato più volte sotto accusa sul trattamento dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Durante la crisi migratoria del 2015, Orban ha ordinato la costruzione di una recinzione di confine per impedire ai richiedenti asilo di entrare attraverso la Serbia attraverso la cosiddetta rotta balcanica. Quell'anno, Human Rights Watch descrisse le condizioni nel campo di frontiera di Roszke, dove sono detenuti i richiedenti asilo, come "sporche" e "sovraffollate" con i detenuti "affamati e privi di cure mediche”. Più di 1 milione di migranti irregolari sono entrati nell'Ue nel 2015, molti dei quali fuggono dalla guerra e dall'estrema povertà in Medio Oriente, Africa e Asia.

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