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Giovedì, 6 Ottobre 2022
I veti di Budapest / Ungheria

La proposta di Orban all'Ue: "Revocare tutte le sanzioni alla Russia entro fine anno"

Il governo ungherese potrebbe indire un referendum per vagliare il nuovo pacchetto di misure che Bruxelles sta studiando per rispondere alle ultime mosse di Putin

Il nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia che l'Ue ha annunciato dopo le ultime minacce di Vladimir Putin è ancora in fase di elaborazione a Bruxelles. Ma l'Ungheria ha già fatto sapere che potrebbe porre il veto, anche convocando un referendum popolare. Ma non solo: secondo quanto riportano i media locali, il premier Viktor Orban ha annunciato ai vertici del suo partito, Fidesz, l'intenzione di chiedere alla Commissione europea la revoca di tutte le sanzioni a Mosca entro la fine dell'anno.

Stando al giornale Magyar Nemzet, durante una riunione di Fidesz che si è tenuta dopo l'annuncio di Putin di una mobilitazione parziale dei riservisti per rafforzare l'offensiva in Ucraina, il premier ungherese avrebbe fatto presente che "le sanzioni stanno causando problemi economici, una crisi energetica e l'inflazione". E questa è tutta colpa dei "burocrati di Bruxelles", che avevano "promesso" che le misure avrebbero danneggiato solo Mosca. Invece, a suo dire, "causano più danni all'Europa che alla Russia". Secondo Orban, a novembre potrebbe esserci la possibilità di rivedere le sanzioni e per questo rivolgerà un appello ai 27 perché si arrivi alla loro revoca entro la fine dell'anno.

Sulla stessa linea, Mate Kocsis, capogruppo di Fidesz al Parlamento magiaro, il quale ha annunciato che i deputati della maggioranza hanno chiesto al governo di indire un referendum popolare sulle nuove sanzioni Ue: "Non è giusto che solo l'élite di Bruxelles possa decidere sulle sanzioni. Chiedere alle persone di esprimersi sarà importante anche perché più a lungo si trascina questa situazione, maggiori saranno i danni che causerà", ha detto secondo quanto riporta Magyar Nemzet.

Dall'inizio della guerra in Ucraina, l'Ungheria si è puntualmente opposta alle sanzioni Ue alla Russia, salvo poi approvare i vari pacchetti. Per Orban, con tali sanzioni, "l'Ue si è sparata nei polmoni". L'opposizione alle misure di Bruxelles ha consentito a Budapest di ottenere una deroga temporanea all'embargo sulle importazioni di petrolio dalla Russia che dovrebbe scattare a partire dal 2023.

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