I media di Stato ungheresi oscurano le notizie su Greta e Amnesty International

Alcune email interne rivelano che i giornalisti sono tenuti a chiedere un permesso speciale per trattare certi argomenti e a far leggere il contenuto dei servizi ai loro superiori

Per parlare di Greta Thunberg o della politica dell'Unione europea i giornalisti della Tv di Stato ungherese hanno bisogno di un permesso speciale dei loro capi, mentre a quanto pare parlare i organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Amnesty International o Human Rights Watch è vietato.

Le mail

Lo rivela un'inchiesta di Politico che ha ottenuto mail interne dello staff della televisione che mostrano un quadro illiberale della copertura mediatica nei canali pubblici. Ai redattori che lavorano nei media statali sono forniti elenchi di argomenti delicati e qualsiasi copertura relativa alle questioni menzionate richiede che il personale invii bozze di contenuto per l'approvazione dall'alto. Nel caso di Thunberg, l'attivista del clima svedese, ai giornalisti è stato detto che avevano bisogno del permesso prima ancora di iniziare a scrivere, secondo un'email. Le corrispondenze confermano inoltre che, come riportato in precedenza dal quotidiano ungherese Népszava, è stato emesso un ordine esplicito che impediva ai dipendenti dei media statali di menzionare i report di Amnesty International e Human Rights Watch nella loro copertura. "Sono stato informato da Balázs Bende”, il capo del personale della televisione di Stato, “che non pubblichiamo i materiali di Human Rights Watch e di Amnesty International", ha scritto un senior editor, Tamás Pintér, in un'email dell'8 novembre indirizzata ai suoi colleghi.

La procedura contro l'Ungheria

L'Ungheria è attualmente soggetta alla procedura comunitaria dell'articolo 7, quello che punisce le violazioni dello Stato di diritto e viene avviata quando i valori fondamentali del blocco sono considerati a rischio in un Paese membro. Il Parlamento europeo ha avviato la procedura nel 2018, citando la libertà dei media come una delle tante questioni che hanno suscitato allarme, ma il governo del primo ministro Viktor Orbán ha sempre respinto le accuse. Secondo una mail firmata da un altro editore senior, Sándor Végh, e ottenuta dal giornale online l'elenco di questioni politiche che richiedono un consenso speciale prima della pubblicazione comprende "migrazione, terrorismo europeo, Bruxelles, questioni ecclesiali" nonché elezioni parlamentari, presidenziali e locali nella "Ue +" - una categoria che copre l'Europa e alcuni Paesi vicini.

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"Censura pura e semplice"

"Questo è un altro esempio di come il governo ungherese mina la libertà dei media e tenta di mettere a tacere e interferire con il lavoro vitale delle organizzazioni della società civile", ha detto Lydia Gall, di Human Rights Watch. "Questa è censura - pura e semplice", ha dichiarato Julie Majerczak, di Reporter senza frontiere, commentando le email trapelate. "È inaccettabile e molto preoccupante. I media pubblici non sono i portavoce del governo, dovrebbero essere neutrali e indipendenti".

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