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Martedì, 27 Settembre 2022
Calo demografico / Ungheria

Calano le nascite in Ungheria: “Colpa del vaccino”

All'inizio del 2022 il tasso di natalità è stato il più basso degli ultimi anni. Dubbi sull'efficacia delle politiche pro-famiglia del governo di Orban. Ma c'è chi dà la colpa al Covid

Negli ultimi anni il premier ungherese Viktor Orbán ha investito molto sui programmi di supporto alle famiglie per aumentare la fertilità e contrastare la stagnazione demografica nel Paese. Ma dopo i primi risultati positivi, il trend delle nascite comincia a invertirsi e potrebbe far registrare un segno negativo nel 2022. C'è chi sostiene che potrebbe essere l'effetto delle stesse politiche di Orban. Ma secondo alcuni esperti, la causa andrebbe ricercata nelle vaccinazioni anti-Covid, che avrebbero rallentato la programmazione delle gravidanze.

Stando ai dati pubblicati dal sito 24.hu, le nascite registrate nei primi due mesi del 2022 sono significativamente più basse rispetto agli anni precedenti. Normalmente, in Ungheria nascono almeno 7mila bambini al mese, ma quest’anno il numero di neonati è sceso a 6602 a gennaio e 6068 a febbraio. L’anno scorso c’erano state 7342 nascite a gennaio e 7161 a febbraio, mentre nel 2020 si era arrivati a 8105 nel primo mese dell’anno e 7060 nel secondo. Nel 2019, 7365 a gennaio e 6544 a febbraio. Questi primi dati, secondo gli statistici, fanno presagire che il trend positivo di nascite di cui Orban ha fatto un vessillo politico potrebbe interrompersi nel 2022. 

Per Ágnes Szabó-Morvai, ricercatrice senior presso il Centro di studi economici e regionali (Krtk), le politiche sulla fertilità possono aumentare o diminuire il numero di nascite in due modi. Da un lato, le famiglie fanno più figli di quanti originariamente programmati per poter contare sugli incentivi governativi, il che si tradurrebbe in un aumento della popolazione sul lungo termine. D’altro canto, tuttavia, le famiglie possono anche non fare più figli di quanti inizialmente previsti, ma semplicemente anticipare le gravidanze in modo da beneficiare prima dei sostegni. In questo caso, quindi, si avrebbe un aumento solo temporaneo, che porterebbe in seguito a un calo quasi automatico. I dati di gennaio e febbraio suggeriscono che il secondo caso si starebbe verificando, gettando un'ombra sull'efficacia delle politiche demografiche del governo. 

Di diverso avviso, invcece, il demografo Csaba Tóth, secondo cui la riduzione del numero di nascite potrebbe essere causata dalla campagna vaccinale contro il coronavirus. “Molte persone hanno rimandato (la decisione) di avere figli a causa del vaccino”, ha dichiarato, ma ha aggiunto che è ancora preso per capire se questo è il vero motivo o se c’è dell’altro. In ogni caso, ha ricordato, “tutti i Paesi stanno avendo meno figli”, anche se l’Ungheria ha registrato un calo superiore alla media.

Secondo altri esperti come Balázs Kapitány e Zsolt Spéder, l’impatto delle misure contenute nel piano per la protezione della famiglia sarà verosimilmente un aumento significativo del tasso di natalità, in calo dal dicembre 2019.

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