Ultimatum di Macron agli imam: per predicare dovranno accettare i “valori repubblicani”

L'accredito del Governo potrà essere ritirato quando i religiosi non rispetteranno le norme. Nel mentre fanno scalpore le ultime mail inviate dall'insegnate Paty ai colleghi prima di essere assassinato: "Non insegnerò più sulla libertà d'espressione"

La risposta ai recenti attacchi terroristici continuano a tenere impegnato il presidente francese Emmanuel Macron che ha ingaggiato con i rappresentanti dell’Islam d’oltralpe un confronto mirato a isolare gli imam radicali che inciterebbero alla violenza. Di qui l’ultimatum dell’Eliseo al Consiglio nazionale degli imam - che riunisce le federazioni religiose musulmane della Francia - per accettare entro 15 giorni una “carta dei valori repubblicani” che, secondo le istruzioni dettate dallo stesso Macron, dovrà specificare che l'Islam in Francia è una religione e non un movimento politico e stabilire la fine dell'ingerenza o dell'affiliazione degli istituti religiosi agli Stati stranieri.

La reazione agli attacchi

Un primo incontro tra Macron e i leader di fede musulmana si è tenuto questa settimana. Dalla collaborazione con il Consiglio nazionale degli imam il leader francese spera di classificare i religiosi fedeli ai valori della Repubblica che verranno ‘autorizzati’ da un accredito ufficiale che potrà essere ritirato per violazioni della carta dei valori. L’azione dell’Eliseo segue i tre attacchi di presunta matrice estremista islamica che si sono succeduti in Francia in poco più di un mese.

Le nuove norme

Il presidente Macron ha anche annunciato nuove misure per contrastare quello che lui definisce “il separatismo islamista”, ovvero il radicalismo religioso che pone parte della comunità musulmana fuori dal contesto di valori sanciti dalla Costituzione francese, dal riconoscimento della laicità dello Stato all’uguaglianza tra uomini e donne. Un disegno di legge anti-radicalizzazione include restrizioni all'istruzione a casa e pene più severe per coloro che intimidiscono i funzionari pubblici per motivi religiosi. Ai sensi della proposta, i genitori che infrangono la legge rischiano fino a sei mesi di carcere e multe elevate. Allo studio dell’Eliseo c’è anche una norma che vieta di condividere informazioni personali di un individuo in un modo che costui venga localizzato da persone che vogliono lederne l’incolumità.

Le ultime mail di Paty

Come è successo con Samuel Paty, l'insegnante ucciso fuori dalla sua scuola il mese scorso dopo essere stato preso di mira da una campagna di odio online. Il quotidiano Le Monde ha pubblicato le email inviate tra Paty e i colleghi nei giorni successivi alla presentazione in classe delle vignette del profeta Maometto durante una lezione sulla libertà d’espressione. Gli attacchi subiti sui social dall’insegnate “sono davvero angoscianti”, scriveva Paty, “soprattutto perché provengono da una famiglia il cui figlio non è nella mia classe e nemmeno lo conosco”. “Non insegnerò più su questo argomento, sceglierò un'altra libertà come tema per l’insegnamento”, scriveva il professore in un’altra mail che dimostra l’atteggiamento intimorito dell’insegnate, ormai rassegnato a rinunciare al proprio dovere professionale pur di non correre rischi.

Cresce la popolarità di Macron

Il giro di vite imposto da Macron nella delicata fase di lotta al terrorismo include anche una controversa proposta di legge che potrebbe vietare di pubblicare le immagini di forze dell’ordine mentre sono a lavoro. La proposta è stata già criticata duramente dai difensori delle libertà civili e dai giornalisti. Ma il ruolo di ‘uomo forte’ ricoperto da Macron dopo gli attacchi sembra piacere all’opinione pubblica che inizia a premiarlo nei sondaggi. La popolarità del presidente, secondo il sondaggio mensile realizzato da Odoxa per France Inter, è cresciuta di due punti, al 43%, contrariamente al suo primo ministro, Jean Castex, che invece perde due punti, scendendo al 35%.

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