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Domenica, 16 Giugno 2024
Il "mini budget" / Regno Unito

Tagli record alle tasse dei più ricchi e via il tetto Ue ai bonus dei banchieri: così Londra combatte la crisi

Il nuovo governo Truss annuncia una manovra da 50 miliardi di euro: meno imposte per società e chi compra casa. Critiche dai leader di Scozia e Galles

Un maxi taglio alle tasse che ammonta a circa 50 miliardi di euro, e che favorirà soprattutto le fasce più ricche della popolazione. Tra questi, i super banchieri della City, i cui bonus non avranno più il tetto che l'Ue ha imposto al Regno Unito, come agli altri Stati membri, dopo che i contribuenti hanno salvato gli istituti di credito durante la crisi finanziaria globale. Ora, con la Brexit, Londra non ha più le mani legate, e il ministro delle Finanze Kwasi Kwarteng ha presentato una manovra che farà aumentare il debito pubblico del Paese e che ha già attirato le critiche dell'opposizione, e dei leader di Scozia e Galles, i quali accusano che il taglio delle tasse si tradurrà in tagli ai servizi per i più poveri.

Per quanto riguarda il debito pubblico, considerato anche il piano da quasi 70 miliardi per contenere il peso delle bollette energetiche nei prossimi 6 mesi, il governo della neo premier Liz Truss ha per il momento mandato in cantina il rigore dei conti caro al suo partito, i Tories: secondo i primi calcoli del Tesoro britannico, il Regno Unito dovrebbe chiedere prestiti pari a circa 265 miliardi per coprire la manovra, chiamata "mini budget". 

Oltre al già citato stop al tetto ai bonus per i banchieri, Kwarteng ha annunciato l'eliminazione dell'aliquota di imposta del 45% per i redditi più alti, che passaerà al 40%. C'è poi il congelamento dell'aumento dell'imposta sulle società che viene mantenuta al 19% anziché al 25%. Verrà eliminato l'aumento di 1,25 punti percentuali dell'imposta sui salari - o assicurazione nazionale - che era entrato in vigore all'inizio dell'anno, e che sarà annullato a partire dal 6 novembre. Viene inoltre tagliata l'imposta di bollo, una tassa che grava sull'acquisto di case, prevedendo il raddoppio della soglia di esenzione per chi cambia casa a 250mila sterline. Anche la soglia dell'esenzione per gli acquirenti della prima casa aumenterà a 425mila da 300mila sterline. Infine, l'aumento delle aliquote dell'imposta sui dividendi, che era stato introdotto insieme all'aumento dell'imposta sui salari sarà eliminato a partire dall'aprile 2023. 

Si tratta tutte di misure che favoriranno i britannici con i redditi più alti soprattutto. Ma che secondo Kwarteng alla lunga si rifletteranno sull'intera economia, portando a più occupazione e salari migliori. Per esempio, lo stop al limite peri i bonus dei banchieri: "Abbiamo bisogno che le banche globali creino posti di lavoro qui, investano qui e paghino le tasse qui a Londra, non a Parigi, non a Francoforte e non a New York", ha spiegato Kwarteng al Parlamento. "Il tetto ai bonus non ha fatto altro che aumentare lo stipendio di base dei banchieri o spingere l'attività al di fuori dell'Europa, non ha mai fissato un tetto alle retribuzioni totali", ha aggiunto. Sullo sfondo, la partita del mercato dei capitali tra Regno Unito e l'Ue dopo la Brexit: la City non vuole perdere il suo storico primato, e deve affrontare la concorrenza di Amsterdam, Parigi e Francoforte.

Ma le mosse di Kwarteng, se da un lato fanno felice il cuore finanziario di Londra, dall'altro rischiano di acuire le divisioni interne al Paese, in particolare tra il governo centrale e quelli di Scozia e Galles. "I super ricchi stanno ridendo", ha scritto su Twitter la premier scozzese Nicole Sturgeon commentando il mini budget, "mentre un numero crescente nel resto della popolazione fa affidamento ai banchi alimentari. Tutto grazie all'incompetenza e all'incoscienza di questo fallimentare governo del Regno Unito". Il premier gallese Mark Drakeford definisce la manovra un'ingiustizia: "Il governo del Regno Unito dovrebbe offrire un sostegno significativo a coloro che ne hanno più bisogno. Invece, stanno tagliando le tasse ai ricchi, dando bonus ai banchieri e proteggendo gli sbalorditivi profitti delle compagnie energetiche". Critiche anche dalle organizzazioni umanitarie, come Save The Children, secondo cui la manovra sarà "una scure sulle famiglie più povere".

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