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Domenica, 26 Giugno 2022
Alleanza atlantica / Regno Unito

"La Nato adesso protegga anche Taiwan dalla Cina", l'appello di Londra

Per la ministra degli Esteri britannica l’Alleanza nordatlantica dovrebbe focalizzarsi anche sulla sicurezza dell’Indo-Pacifico

Mentre l’attenzione della Nato è puntata sul suo fianco orientale, quello che confina con l’Ucraina, rimane alta la tensione tra Cina e Taiwan. Al punto che, secondo alcuni nel Regno Unito, l’Alleanza nordatlantica dovrebbe puntare ad aumentare la sicurezza anche nel settore dell’Indo-Pacifico.

La ministra degli Esteri britannica Liz Truss, citata da Politico, ha dichiarato in un dibattito parlamentare che Londra rifiuta “la falsa scelta tra sicurezza euro-atlantica e sicurezza indo-pacifica”, favorendo al contrario “una Nato globale”. L’Alleanza dovrebbe avere “una visione globale, pronta ad affrontare le minacce globali”, ha detto. Secondo Truss “dobbiamo prevenire le minacce nell’Indo-Pacifico, lavorando con alleati come il Giappone e l’Australia per garantire che il Pacifico sia protetto”. Ed è compito degli alleati “garantire che democrazie come Taiwan siano in grado di difendersi” dai vicini come la Cina.

Il timore, condiviso da diversi Paesi occidentali, è che la percezione di impunità per l’aggressione russa contro uno Stato sovrano possa incoraggiare Pechino ad intraprendere azioni militari contro la piccola isola che ritiene da sempre parte del proprio territorio e della quale il presidente Xi Jinping ha assicurato la “ricongiunzione” con la Cina continentale. Nel 2021 i sorvoli di caccia cinesi nello spazio aereo di Taiwan hanno raggiunto cifre record, con un picco di 56 rilevazioni in un solo giorno ad ottobre. Per Pechino, in realtà, Taiwan rappresenta l'opposto di quanto sta succedendo in Ucraina: la Cina considera l'indipendenza dell'isola come una violazione della sua integrità territoriale che va sanata. 

Le osservazioni di Truss arrivano in un momento chiave, quando cioè gli alleati della Nato stanno discutendo il nuovo “concetto strategico” dell’Alleanza, per delineare la missione e le priorità del prossimo decennio. Gli Stati membri discuteranno della nuova strategia al prossimo vertice Nato a Madrid a fine giugno. Tra i temi sul tavolo ci sono proprio le minacce alla sicurezza poste dalla Cina nell’Indo-Pacifico, un settore strategico cruciale per gli Stati Uniti e i loro alleati nell’area (dal Giappone all’Australia passando per la Corea del Sud), ma meno “urgente” per i partner europei, in questo momento concentrati sulla guerra in corso in Ucraina.

Ucraina che, naturalmente, è stata menzionata da Truss. La ministra ha esortato gli alleati a rifornire Kiev di armamenti pesanti, carri armati e aerei (anche aumentando la produzione se necessario), ribadendo che quella degli ucraini contro la Russia di Vladimir Putin è “la nostra guerra” e che la vittoria dell’Ucraina è un “imperativo strategico per tutti noi”. Truss ha anche rimarcato che non è più sufficiente rifornire l’Ucraina con armi difensive ma che è giunto il momento di inviare a Kiev sistemi d’arma offensivi per permettere agli ucraini di ricacciare indietro gli invasori russi. Fino ad ora, Londra ha rifornito il Paese aggredito con armi difensive (come razzi anticarro e sistemi antiaerei), ma è in corso un dibattito politico sull’opportunità di mandare armi più pesanti e mezzi corazzati.

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