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Dall’Ue arriva l’ok al vaccino anti-Covid della Pfizer. Le prime iniziezioni il 27 dicembre

L'agenzia per i medicinali approva le dosi che già avevano avuto il via libea del Regno Unito a inizio mese "Un significativo passo avanti nella nostra lotta contro questa pandemia"

Il tanto atteso sì da Amsterdam è arrivato. L’Ema ha dato l’autorizzazione condizionale all’uso del vaccino anti-coronavirus sviluppato da Pfizer e BioNTech. La dose immunizzante si chiama Comirnaty, e farà il suo esordio nel Vecchio Continente durante il Vaccine day fissato per il 27 dicembre. Per gli esperti dell’agenzia europea per i medicinali si tratta di “un significativo passo avanti nella nostra lotta contro questa pandemia che sta causando sofferenza non solo in Europa, ma in tutto il mondo”. Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Ema, ha rivendicato che “in meno di un anno si è arrivati a un vaccino autorizzato”. Un traguardo “che rappresenta il risultato di un lavoro senza precedenti”. Il vaccino era già stato autorizzato grazie alla procedura di emergenza nel Regno Unito, dove è già stato somministrato a mezzo milione di persone.

La dose che insegna al corpo come difendersi

Il vaccino Comirnaty “viene somministrato mediante due iniezioni nel braccio, a distanza di almeno 21 giorni l'una dall’altra”, si legge nella nota dell’Ema. “Gli effetti indesiderati più comuni di Comirnaty sono stati generalmente lievi o moderati e sono migliorati entro pochi giorni dalla vaccinazione”, sottolinea l’agenzia Ue. Il vaccino “lavora preparando il corpo a difendersi dal Covid-19” e include “una molecola chiamata RNA messaggero (mRNA) che contiene le istruzioni per produrre la proteina spike” che “è una proteina sulla superficie del virus SARS-CoV-2 di cui il virus ha bisogno per entrare nelle cellule del corpo”. Quando una persona riceve il vaccino, “alcune delle sue cellule leggeranno le istruzioni dell'mRNA e produrranno temporaneamente la proteina spike”. “Il sistema immunitario della persona riconoscerà quindi questa proteina come estranea e produrrà anticorpi e attiverà le cellule T (globuli bianchi) per attaccarla”, spiega l’Ema. “Se, in seguito, la persona entra in contatto con il virus SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario lo riconoscerà e sarà pronto a difendere il corpo da esso”, sottolineano gli esperti. “L'mRNA del vaccino non rimane nel corpo ma viene scomposto subito dopo la vaccinazione”.

I test condotti: efficace al 95%

Quanto all’efficacia delle dosi, bisogna ricordare che l’ok al vaccino Pfizer/BioNTech è arrivato solo dopo uno studio clinico molto ampio e che ha dimostrato di saper “prevenire il Covid-19 nelle persone a partire dai 16 anni di età”. “La sperimentazione ha coinvolto circa 44.000 persone in totale”, metà delle quali “ha ricevuto il vaccino e metà ha ricevuto un'iniezione fittizia”, all’insaputa dei pazienti. “L'efficacia è stata calcolata in oltre 36.000 persone a partire dai 16 anni di età (comprese le persone di età superiore a 75 anni) che non avevano alcun segno di infezione precedente”, precisa l’Ema. Lo studio “ha mostrato una riduzione del 95% del numero di casi di Covid-19 sintomatici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198 hanno avuto sintomi di Covid-19) rispetto alle persone che hanno ricevuto un'iniezione fittizia (162 casi su 18.325 hanno avuto sintomi da Covid-19)”. Ciò significa che “il vaccino ha dimostrato un'efficacia del 95% nella sperimentazione clinica”. Lo studio ha anche mostrato “un'efficacia di circa il 95% nei partecipanti a rischio di forme di Covid-19 grave, inclusi quelli con asma, malattie polmonari croniche, diabete, ipertensione o indice di massa corporea ≥ 30 kg/m2”, spiega ancora l’agenzia Ue.

La nuova variante di coronavirus

"Al momento non c’è alcuna evidenza che suggerisca che il nuovo vaccino non funzionerà anche sulla nuova varietà del coronavirus”, ha precisato Cooke con riferimento al ceppo del virus identificato nel Regno Unito. “Sappiamo molto di più su questo vaccino di quanto ne sapevamo dieci mesi fa e anche tre mesi fa, ma ci sono ancora nuove informazioni che devono essere valutate nelle loro interezza, come le recenti informazioni sulla nuova variante di coronavirus che vanno ancora valutate”, ha avverito la direttrice. 

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